lunedì 16 ottobre 2017

Dal Diario Rubinich di Moschiena, esodo in Argentina e ritorno in Italia

Si sono rintracciati altri documenti originali, oltre alle schede anagrafiche, nell’Archivio del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), in fase di riordino. 
Moschiena, anni 1925-1930. Cartolina da Internet

I materiali sono del 2006 e ci permettono di costruire un’altra vicenda istriana con semplici parole. Non è un caso eccezionale quello che si sta per descrivere, ma a suo modo è emblematico. È la vita di un qualsiasi socio dell’ANVGD di Udine. Dimostra intraprendenza, voglia di lavorare senza restare con le mani in mano, anche dinanzi alle avversità della vita, come l’esodo giuliano dalmata. «Ritornando indietro con gli anni – scrive Gloriano Rubinich nel suo Diario – la Jugoslavia di Tito mi privò di tutti i miei beni terreni e casa».
È possibile illustrare la biografia di Gloriano Rubinich, nato a Moschiena (Fiume) il 13 agosto 1921, per mezzo delle poche parole di un suo limitato Memoriale, manoscritto in una casa di cura, con tutta probabilità dopo il 2001, anche se non firmato. Gloriano Rubinich muore a Udine il 3 novembre 2006. Il suo funerale si tiene nella parrocchiale a Feletto Umberto, di Tavagnacco, alle porte di Udine. Lascia la moglie Rosalia Degano, della classe 1932, e i figli Antonietta e G. Antonio.
Nel riprodurre il breve Diario, oltre a sciogliere punteggiatura e certi errori, in parentesi tonde si sono aggiunte alcune precisazioni, per una lettura più agevole.
Dall’Epistolario Cattalini, custodito presso l’Archivio dell’ANVGD di Udine, Carte Rubinich

Solo con lo scopo di perpetuare la memoria di altri italiani di Fiume, ci permettiamo di corredare l’articolo presente con altre due immagini reperite in Facebook. Si tratta di un “loving memory” messo in circolo nel web dai discendenti, con fotografia di Wanda Verban, nata a Fiume il 19 aprile 1927 e deceduta a Chicago il 17 agosto 2017, negli Stati Uniti d’America.
Poi si dà spazio alla bella fotografia di due giovani ripresi a Fiume nel 1935. Si tratta di Giovanni Mariutti e Maria Fop, mostrati in Facebook, il 9 ottobre 2017, da Enrica Soldani, nel gruppo intitolato “Un Fiume di Fiumani”. Si ringraziano i discendenti per la diffusione e la pubblicazione delle immagini.
Dall’Epistolario Cattalini, custodito presso l’Archivio dell’ANVGD di Udine, Carte Rubinich

Le parole del Diario Rubinich
«Partii militare il 15 gennaio 1942, destinazione Pola, poi a Latisana (in provincia di Udine). Mi feci male ad una mano e mi mandarono all’Ospedale di Trieste. Facevo parte del 278° Reggimento cannoni. I miei compagni partirono per la Russia. Ritornarono pochissimi. Intanto facevo a Torviscosa (in provincia di Udine) la guardia ai prigionieri neozelandesi e sudafricani.

Torviscosa, il campo PG 107 nel disegno di Silvestro Perotti, carabiniere di guardia al campo

Tra tante peripezie ritornai a Palazzolo dello Stella (in provincia di Udine) avendo trovato la fidanzata, fra tante disgrazie della sua famiglia. Rimasi cinque anni. Poi mio fratello, che viveva a Milano, mi aiutò ad emigrare in Argentina. Prima di partire mi sposai e ho avuto una bambina. Avevo ventisei anni, siccome le pratiche (dell’emigrazione) erano lunghe, per essere pronte, partii da solo nel giugno 1948. Trovai dei parenti di mia moglie che mi ospitarono. Intanto trovai lavoro e un anno e mezzo dopo potei far emigrare la moglie con la bambina.
Lavorando sodo, ho fatto fortuna, avendo un ristorante che gestii per venti anni circa. La è nato il maschio, però la sfortuna ha voluto colpire ancora mia moglie. Fu colpita da cancro al polmone. Dieci mesi di vita. Morì il 19 dicembre 1962. Poi (dopo) tante disavventure, ritornai in Italia, con i bambini, vendendo tutto in Argentina. In Italia ho messo un ristorante argentino a Lignano (Lignano Sabbiadoro, provincia di Udine) “La Rueda Gaucha”. (Esistente ancor oggi!)
In seguito ho colto l’occasione di gareggiare all’appalto del bar Gervasutta (è un Ospedale nella zona sud di Udine). Trovai una seconda moglie che mi ha molto amato. Avevo cinquantacinque anni, eravamo nel 1976, l’anno del terremoto. Ritornando indietro con gli anni la Jugoslavia di Tito mi privò di tutti i miei beni terreni e casa.
Torviscosa, il Campo prigionieri PG 107 diventa Villaggio Roma per operai nella tarda metà del '900

Ritornando a noi, ho cercato di dare il bar Gervasutta ai figli nel 1990, ma non hanno retto. Poi siamo ritornati noi nel 1992 fino al 1996. Poi abbiamo venduto sperando di stare bene e di poter vivere serenamente. È subentrata la mia malattia, che gradatamente è peggiorata, fino (al trasferimento) all’ospedale e poi ricovero alla Quiete (Casa di cura). Sono passati cinque anni, andando sempre peggio…».
Come già scritto, Gloriano Rubinich muore a Udine il 3 novembre 2006, dopo aver vissuto le peripezie dell’esodo dalla sua Moschiena fino in Argentina e col ritorno in Friuli.

La storia del PG 107 dove Gloriano era di guardia
Nel 1942 nel territorio del Comune di Torviscosa fu insediato il campo per prigionieri di guerra n. 107, dove furono internati circa mille militari di nazionalità neozelandese e sudafricana catturati dall’esercito italiano durante la prima battaglia di El Alamein. Sorto su richiesta della SAICI – SNIA Viscosa per sostituire con i prigionieri i propri operai partiti per la guerra, fu il primo campo di lavoro per prigionieri di guerra in Italia. Funzionò come campo di prigionia fino al settembre del 1943 e in seguito fu trasformato in villaggio operaio. Oggi è chiamato: Villaggio Roma.

Cimeli da Fiume, scarpine per bambola. Fotografia di Franca Manzin

Una storia di Fiume che viene da Napoli
«Quando ero piccola – ha raccontato in Facebook Franca Manzin, di Fiume – ammiravo sempre queste scarpette nella vetrina a casa della signora Guerina (classe 1923) che mi diceva sempre: “no toccar sa, xe de mia mama, ghe le ga fate un ciabatin de Fiume co la iera giovane”. Quelle scarpine, in pelle e cuoio di dieci centimetri sono rimaste sempre nel mio cuore. Un giorno la signora Rina, dopo tantissimi anni e ormai prossima alla fine, mi disse: “Vien qua, te devo dar una roba... so quanto ti eri afezionada de picia a queste scarpine, bon, mi no go nissun e dopo che moro finirà tutto in scovaze, son sicura che ti te le tegnerà ben, son sicura”.
È indescrivibile la gioia che ho provato nel ricevere questa tanto ambita "eredità" e per la fiducia che ha riposto in me. Io ho queste scarpine da un po' di anni e ho detto alle mie figlie che un giorno saranno loro, una a testa. Ho detto di conservarle con cura perché sono ricche di storia, di drammi e d’amore... hanno coinvolto la vita di tante persone... Chissà chi era quel grande ciabattino?»

Una fiumana morta a Chicago

Fonti inedite
- Scheda anagrafica di Gloriano Rubinich, nato a Moschiena (Fiume) il 13 agosto 1921, Archivio dell’ANVGD di Udine. Si ringrazia la segreteria per la collaborazione.
- Fanno parte dell’Epistolario Cattalini, custodito presso l’Archivio dell’ANVGD di Udine, i seguenti documenti manoscritti o stampati e fotografie:
        - Gloriano Rubinich, Diario, dopo del 2001, ms e fotografia.

Fonti digitali sull’esodo da Fiume
- Arianna Gerbaz, Certificato di morte di Francesco Mazzer, suo nonno, Fiume 26 luglio 1945. Arianna Gerbaz, è nata a Latina e vive Torino.
- Franca Manzin, di Fiume, vive a Napoli. Post di Facebook del 15 settembre 2017, nel gruppo “Un Fiume di Fiumani”.
- Enrica Soldani, fotografia commentata mostrata in Facebook, il 9 ottobre 2017, nel gruppo intitolato “Un Fiume di Fiumani”.
- E. Varutti, “Scampar da Fiume co la cavra Vava, 1943”, con riproduzioni di lettere dell’esodo da Fiume in Argentina e Canada, nel web dal 2 marzo 2016.
Fiume, 1935. Giovanni Mariutti e Maria Fop, mostrati in Facebook, il 9 ottobre 2017, da Enrica Soldani

Altre fonti nel web sul Campo di prigionia di Torviscosa
- Lorena Zuccolo, Mareno Settimo (a cura di), PG 107 - Villaggio Roma, dal campo di concentramento per prigionieri di guerra al villaggio operaio della SAICI - SNIA Viscosa, Torviscosa (UD), 2014.
- Antonio Manfroi, Il soldato Harold. Un neozelandese a Erto, L’omino rosso, Graphistudio Arba (Pordenone), 2014.
- Susan Jacobs, Combattendo con il nemico. I prigionieri di guerra neozelandesi e la resistenza italiana, Venezia, Mazzanti, 2006.
Certificato di morte, Fiume 26 luglio 1945. Collezione Arianna Gerbaz, nata a Latina, che vive Torino; Francesco Mazzer è suo nonno. Si noti, in fondo, la scritta (indelicata, su un certificato di morte) "Morte al fascismo e libertà ai popoli...
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Ricerca storica e servizio di networking a cura di Sebastiano Pio Zucchiatti, Girolamo Jacobson e di Elio Varutti. Fotografie dall’Epistolario Cattalini, ove non altrimenti indicato.