venerdì 3 marzo 2017

Funerale di Silvio Cattalini a Udine

C’erano il vice sindaco Carlo Giacomello, il presidente della Provincia di Udine, onorevole Pietro Fontanini, molte altre autorità e tanta gente al funerale di Silvio Cattalini, esule da Zara. Le esequie sono state celebrate a Udine da monsignor Giancarlo Brianti, nella Chiesa della Beata Vergine del Carmine, in Via Aquileia, opera del 1503.
Monsignor Giancarlo Brianti celebrando il funerale di Cattalini ha usato parole gentili ed affettuose con dei colti riferimenti alle Sacre scritture, tra quelli che stanno di qua e di là del mare 

Famoso perché custodisce il sarcofago di Beato Odorico da Pordenone, eseguito da Filippo De Santi tra il 1331 e il 1332, questo stesso luogo di culto, nel 1953-1958 vide la celebrazione di decine di matrimoni di giovani profughi istriani e dalmati, alloggiati al Centro di Smistamento Profughi di Via Pradamano.
Il feretro di Cattalini, ricoperto dalla bandiera dalmata coi tre leoni in campo azzurro, è stato portato vicino all’altare maggiore con la scorta dei labari dell’Associazione “Giuliani nel mondo”, di Trieste e dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, di cui un alfiere portava pure una bandiera.
Tra le autorità si sono notati il senatore Mario Pittoni, la professoressa Letizia Burtulo e Paolo Braida dell’Università della Terza Età di Udine. Poi c'erano Federico Pirone, assessore alla Cultura del Comune di UdineRenzo Pravisano, consigliere comunale a Udine, Silvano Varin, presidente dell’ANVGD di Pordenone, lo scrittore Mauro Tonino, il direttore della Biblioteca civica di Udine, Romano Vecchiet, l’ingegnere Sergio Satti da Pola, per decenni vice presidente dell’ANVGD di Udine, la segretaria Savina Fabiani e i consiglieri Fulvio Pregnolato e Franco Fornasaro.
Tra gli insegnanti presenti, si è notata la professoressa Elisabetta Marioni dell’Istituto Stringher di Udine. Tra i presenti c’era Agostino Maio, capo di gabinetto della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

In prima fila c’erano i familiari, come il figlio di Fulvio e le figlie Daniela e Sandra, con i nipotini. Tutti, orgogliosamente, col fazzoletto azzurro coi tre leoni stretto al collo.

Il saluto partecipe di Carlo Giacomello, vice sindaco di Udine

Tra gli esuli c’erano Onorina Mattini e Eda Flego da Pinguente, Flavio Fiorentin e Celso Giuriceo da Veglia, Franco Fornasaro da Pirano, Giancarlo Randich, Chiara Dorini, Egle e Odette Tomissich da Fiume, Bruno Bonetti, con avi di Zara e Spalato, Giorgio Gorlato e Armando Delzotto da Dignano d’Istria, Giorgina Vatta da Pola, i fratelli Gabriele e Licio Damiani, da Lussino, Bruno Rossi con parenti da Sebenico, Angelo Viscovich da San Lorenzo di Albona. Mi scuso sin d’ora se ho dimenticato qualche altro nome, ma la chiesa era gremita di persone.
Al termine della cerimonia Carlo Giacomello ha portato i saluti di Furio Honsell, sindaco di Udine, assente perché impegnato all'estero. Giacomello ha ricordato quanto «Silvio Cattalini si sia speso per realizzare il Parco Vittime delle Foibe, inaugurato il 25 giugno 2010, per fare i convegni sull’esodo istriano sul Giorno del Ricordo e i libri su Zara e sul Centro Smistamento Profughi, da dove sono transitati oltre centomila persone in fuga dall’Istria, Fiume e Dalmazia». 
Gli ha fatto eco Pietro Fontanini. «Bisogna ricordare la grande attività di Cattalini – ha detto Fontanini – per dare dignità al popolo giuliano dalmata in fuga dalle violenze della fine della guerra e del dopoguerra, incontri pubblici, presentazioni di libri, conferenze di storici, interventi nelle scuole, come all’Istituto Stringher e allo Zanon, era una persona instancabile».
Poi ha parlato Buna Zuccolin, vice presidente dell’ANVGD di Udine. «Il comandante degli esuli se ne è andato – ha esordito la Zuccolin, che ha parenti istriani – è volato sopra la sua Zara, che tanto amava e che tanto ci ha insegnato ad amare. Riprendiamo le parole della famiglia e del quotidiano che gli ha dedicato un articolo bellissimo per ricordarlo. Mentre leggevamo quelle parole, ci sembrava che Silvio fosse ancora accanto a noi e che stessimo leggendo e commentando insieme, come eravamo soliti fare».
In prima fila Carlo Giacomello, vice sindaco di Udine e Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine, con le fasce delle istituzioni pubbliche

Poi la Zuccolin ha aggiunto: «Il Comitato Provinciale di Udine dell’ANVGD vuole ricordare il proprio presidente, il creatore, l’anima, la guida, la figura caratterizzante dell’associazione stessa. Silvio ha percorso il tragitto del profugo, dell’esule. Nel proseguo della vita, la passione, la nostalgia, la volontà di tornare a Zara gli hanno fatto accettare la nuova realtà, con cui si è sempre confrontato serenamente, divenendo il fondatore della politica del disgelo tra le opposte rive dell’Adriatico. Silvio è stato un grande uomo, di grandi passioni e di grandi imprese, ma anche umile, come lo sono i grandi. Amava raccontare, amava scherzare e sorridere, amava la vita. Ci ha dato e ci ha insegnato tanto. Noi abbiamo il dovere di raccogliere la sua eredità morale e di portare avanti con altrettanta passione e impegno quello che ha costruito. Grazie Silvio!».

In seconda fila i figli e i nipoti del compianto Silvio Cattalini
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Le belle parole di Lucio Toth
Pubblichiamo volentieri l’intervento di Lucio Toth, datato 3 marzo 2017 col titolo: “Se ne è andato un dalmata vero. Uomo forte e schietto, Silvio Cattalini resterà una figura indimenticabile della diaspora giuliano-dalmata”.
“Ora è volato nella sua Zara…” Così mi ha annunciato la morte di Silvio Cattalini l’amico Rudi Ziberna nella notte fra il 28 febbraio e il 1° marzo. Un colpo per tutti noi, “veci” dell’ultima generazione di esuli nati nelle nostre città ancora italiane.
Ma ci ha lasciato Silvio un esempio di serena e combattiva tenacia, una fiaccola accesa da portare con orgoglio nel buio di una memoria che ci veniva disconosciuta.
Una memoria al cui recupero Cattalini ha dato un contributo decisivo. Sulle orme del padre Toto, barcagnusso patocco (di Barcagno schietto; la riviera di Barcagno è nella parte di Zara dove c’era la fabbrica dei Luxardo e il villino Calestani), costruttore di maone e brazzere (imbarcazioni tipiche), di armi da regata, di barche da diporto per solcare le onde delle nostre isole, Silvio ne ereditò l’amore per la ricerca storica su eventi che aveva vissuto in diretta nei giorni più tragici della nostra vicenda di istriani, fiumani e dalmati.
Questa immagine è stata composta appositamente in memoria di Silvio Cattalini da Claudio Ausilio, delegato provinciale dell'ANVGD di Arezzo, dopo aver letto il toccante intervento di Lucio Toth

I convegni di studio da lui organizzati con il comitato provinciale di Udine dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e altri comitati in tutta Italia nei decenni fra il 1990 e il 2010 - e ancora dopo quando la sua fibra cominciava a denunciare i primi cedimenti dell’età - instancabile sempre e inventore di tematiche che spaziavano su tutta la storia degli italiani dell’Adriatico orientale, sono stati decisivi, con gli atti che con umile pazienza ricostruiva, per far conoscere e diffondere la realtà umana di una gente che ha dato all’Italia nei secoli artisti e scienziati, letterati e uomini d’azione che ne hanno definito l’identità nazionale, dai due Laurana all’Orsini, a Francesco Patrizi, al Tommaseo.
Era forte di carattere come le rocce della sua Dalmazia e schietto di linguaggio, quando voleva denunciare, senza arroganza, quelle che lui riteneva debolezze e contraddizioni delle nostre associazioni di esuli.
E tra quelle isole, quelle scogliere, quei valloni avvolti da boschi di  pini, tornava ogni estate per pescare spari e branzini e nuotare nel suo mare, quasi gli comunicasse ogni volta il ritmo vitale dell’infanzia e dell’adolescenza, come tutti noi sentiamo quando ci immergiamo in quelle acque limpide e sincere che ci hanno insegnato il coraggio e l’orgoglio di dalmati, la sicurezza nell’affrontare le avversità, la poesia ritrovata di un tramonto tra gli scogli del Quarnaro e l’arcipelago di Zara. Addio, Silvio".
Lucio Toth, Presidente onorario Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Trieste.

Tre leoni dalmati sulla bara
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Altri piccoli messaggi dal web
Sono state segnate le condoglianze dall’ANVGD di Grosseto, di Arezzo e di altre località, anche dall’estero, come per i dalmati di Toronto, Canada, o per quelli dagli USA.
Daniela Dotta, dal Veneto, riferendosi al nostro Cattalini, il 28 febbraio 2017 ha scritto in Facebook: «Un grande simpatico Leone sempre senza fazzoletto ai raduni… Ci mancherai al banchetto, ma un fazzoletto te lo metteremo comunque da parte».
Oreste Pocorni, nato a Zara nel 1939, esule a Ravenna su Facebook il 1° marzo 2017 ha scritto «Ho dei bei ricordi di alcuni viaggi a Zara in cui era un appassionato e competente guida».
Mauro Tonino, il 3 marzo 2017, ha scritto in Facebook: « Ci ha lasciati l'ingegner Cattalini, anima e Presidente dell'A.N.V.G.D. Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia di Udine, esule di Zara e ponte tra chi ha dovuto andar via e chi è rimasto. Un uomo fermo nelle sue convinzioni e costante nell'opera di divulgazione storica sui tragici fatti che toccarono Istria e Dalmazia, sempre espressi con pacatezza e saggezza. Mi piace ricordarlo così, mentre presentavo il mio romanzo ROSSA TERRA proprio presso la sede dell'Associazione, sorridente, come ogni volta che si parlava di quella splendida terra che sta di là dell'Adriatico. Buon vento Silvio!».


Il cordoglio di Carlo Montani, esule da Fiume edi Giorgio Gorlato, da Dignano d'Istria
Riporto qui di seguito un commosso intervento sulla scomparsa di Cattalini inviatomi da un esule da Fiume. Si tratta di Carlo Cesare Montani, ora a Trieste.

«Caro Professore,
trovandomi fuori sede, apprendo soltanto ora la tristissima notizia della scomparsa di Silvio Cattalini, che mi colpisce dolorosamente, avendo avuto la ventura di conoscere da lunga data il versatile patriottismo e la viva umanità di un Uomo che, come tutti noi, era molto legato ai valori della tradizione, pur essendo sempre disponibile ad ascoltare anche le ragioni degli altri. Silvio era una roccia, tanto da far pensare a tutti noi che il suo fosse un messaggio perenne di forza e di continuità.
L’ingegner Cattalini era stato anche un importante Dirigente d'Azienda, e quindi avevo potuto apprezzare, a più forte ragione, le doti di pragmatismo e di realismo del Collega, sempre pronto ad impegnarsi, tra l'altro, a favore di una categoria troppo spesso bistrattata, ma di fondamentale importanza nella vita economica. Erano doti che, direi naturalmente, aveva trasferito anche nell'associazionismo giuliano-dalmata.
Amava la vita, come è stato giustamente ricordato, ma partecipava alle iniziative della nostra memorialistica più impegnata in modo assai sentito, talvolta commosso: come mi accadde di constatare, ad esempio, in occasione della scopertura del Cippo di Pagnacco in memoria dell'eroico Maresciallo Arnaldo Harzarich, protagonista dei recuperi di non poche Vittime delle Foibe dopo la "prima ondata" del 1943.
Sono ricordi molteplici, che si estendono alla presenza di Cattalini, quale Vice Presidente Nazionale dell'ANVGD, a diverse iniziative del Comitato di Firenze, tra cui la presentazione del mio libro dedicato a Don Luigi Stefani, Concittadino di Silvio, Cappellano degli Alpini e grande patriota; o la scopertura del Cippo di Trespiano in onore di tutte le nostre Vittime.
Non era alieno dal capire le ragioni degli altri: giova ripeterlo, per aggiungere che le discuteva, anche in occasione di valutazioni dissenzienti, in un'ottica di dialogo, di confronto e di approfondimento, ed in ogni caso di amicizia, che mai avrebbe rinnegato, al pari degli affetti familiari, cui era legatissimo, al pari dei cavalieri senza macchia del buon tempo antico. In questo senso, resta un esempio ed un punto di riferimento per tutti, suffragando la continuità delle Presenze davvero egregiamente meritevoli : "non omnis moriar"!

Carlo Cesare Montani
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Anche Giorgio Gorlato, esule da Dignano d’Istria a Udine, ha voluto esprimere i suoi sentimenti riguardo alla scomparsa di Silvio Cattalini.

"Caro prof. Elio Varutti,
come al solito sei stato molto puntuale, attento, sensibile e circostanziato nel descrivere e fare memoria del momento particolarmente doloroso e commovente dell'ultimo saluto che, in una Chiesa del Carmine affollata di Autorità, esuli e cittadini udinesi. È stato dato al nostro "mitico", insostituibile presidente ingegnere Silvio Cattalini. Con la sua instancabile energia, con la sua voglia incrollabile di tenere sempre accesi il ricordo e la memoria della sua Zara e delle nostre terre perdute, Silvio Cattalini è già entrato, a buon diritto, nella storia del nostro drammatico esodo e, più in generale, del triste dopoguerra dell’Italia tutta. È stato un personaggio di grande valore, figura carismatica e trascinante, schietto, simpatico a tutti. Per tanti anni è stato un punto di riferimento ineguagliabile dell’ANVGD di Udine e non solo, avendo ricoperto incarichi importanti in seno all’Associazione anche a livello nazionale. Tutta la mia stima ed il mio affetto vadano all’ingegnere Silvio Cattalini al quale volevo, anzi, voglio molto bene. Egli occuperà per sempre un grosso spazio nella mia memoria e nel mio cuore. “A Dio” indomabile leone di Zara! Grazie Elio per il tuo prezioso ricordo del nostro amato Presidente".

Giorgio Gorlato

Una poesia di Giuseppe Bugatto
Di un altro zaratino, nato nel 1924, si propone ora una poesia in quel dialetto che risuona da secoli nelle calli e nelle strade di Zara. È una lirica di Giuseppe Bugatto, deceduto esule a Udine nel 2014, tratta dal suo piccolo libro intitolato “El ramo scavezzà”, pubblicato dall’ANVGD di Udine nel 1990, con disegni di Melisenda de Michieli Vitturi. Ricordo che il professore Giuseppe Bugatto era detto "Juniore", per non confonderlo col padre, pure lui di nome Giuseppe Bugatto (Zara 1873-Grado 1948), che fu deputato al parlamento di Vienna . 
Tramonto in riva è la poesia di Bugatto che ho scelto per ricordare Silvio Cattalini.  

Tramonto in riva
El mar xe una lastra de luse,
i veri
infogai dal tramonto
par stizzi che brusa.
Un caicio
xe fermo in Canal
nel cor
de sta luse difusa
la riva
la par de coral
e nel grando silenzio
incantado
se senti svolar el cocal.

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Riferimenti  bibliografici
- Mario Blasoni, Fu il primo a proporre la politica del disgelo, «Messaggero Veneto», 1 marzo 2017, p. 19.
- Emilia Calestani, Memorie. Zara, 1937-1944, (1.a edizione: Sanremo, provincia di Imperia 1978), a cura di Sergio Brcic e Silvio Cattalini,  Udine, Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, 2013.
- Antonio Cattalini, I bianchi binari del cielo, Trieste, L’Arena di Pola, 1990.

- Paolo Medeossi, Addio a Cattalini, bandiera degli esuli, «Messaggero Veneto», 1 marzo 2017, p. 19.
- Giacomina Pellizzari, L'addio a Cattalini: "Grazie all’ingegnere che portò Zara tra noi", «Messaggero Veneto», 4 marzo 2017, p. 23.
- Rosanna Turcinovich Giuricin, Addio al fautore della politica del disgelo, «La Voce del Popolo», 2 marzo 2017.
Rosanna Turcinovich Giuricin, Gli appunti di Stipe in italiano e in croato perché i giovani conoscano le radici della storia, «La Voce del Popolo», 31 dicembre 2016.
- Elio Varutti, Il Campo profughi di Via Pradamano e l’Associazionismo giuliano dalmata a Udine. Ricerca storico sociologica tra la gente del quartiere e degli adriatici dell’esodo 1945-2007, Udine, Edizioni ANVGD Comitato provinciale di Udine, 2007.
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Le fotografie sono di Fulvio Pregnolato, che ringrazio per la cortese collaborazione.
Redactional e networking di Elio Varutti.


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