lunedì 19 dicembre 2016

Natale dell’esule giuliano dalmata a Udine, 2016

«Pochi, ma boni». Queste parole, dell’ingegner Silvio Cattalini, presidente del Comitato Provinciale di Udine dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (ANVGD), riassumono bene la giornata di festa, di ricordo e di auguri natalizi del 18 dicembre 2016.
Monsignore Ottavio Belfio, accompagnato dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi

L’incontro degli esuli giuliano dalmati, trapiantati in Friuli, ha avuto inizio all’Oratorio della Purità di Udine, in Piazza Duomo, come ormai vuole la tradizione. La santa messa è stata celebrata da monsignore Ottavio Belfio, accompagnato dall’Aquileiensis Chorus, diretto dal maestro Ferdinando Dogareschi, con organo e voci. 
Al termine della cerimonia religiosa, con la bandiera dell’ANVGD sull’altare, monsignore Luciano Nobile, parroco del Duomo, ha voluto portare agi astanti il suo saluto personale e i graditi auguri di Buon Natale, come fece negli anni scorsi.
Savina Fabiani, segretaria dell'ANVGD di Udine e l'ingegnere Silvio Cattalini, presidente dello stesso sodalizio dal 1972

Poi il coro si è esibito in un mini-concerto con tre brani natalizi, uno dei quali di impronta istriana: “Siam venuti in questa casa…”. Oppure noto come: “El xe nato il venticinque”, secondo la trascrizione di V. Benussi. Il canto era noto tra le Tabacchine di Rovigno, ovvero tra le operaie della Manifattura Tabacchi istriana.
Poi la comitiva si è trasferita nel vicino ristorante Astoria Italia, per un pranzo con menu di tradizione natalizia, per «29 coperti, dato che molti dei nostri soci xe maladi – ha spiegato Cattalini».
Nello stesso Salone del Caminetto dell’Hotel Astoria Italia, poco dopo le ore 15, l’attore Giorgio Amodeo e il suo gruppo, tra i numerosi applausi dei presenti, hanno intrattenuto gli esuli giuliano dalmati con una originale recita a leggio. 
Tratto da testi di Lino Carpinteri e Mariano Faraguna, adattati e aggiornati da Giorgio Amodeo, il Gruppo Teatrale per il Dialetto, diretto da Gianfranco Saletta, ha presentato “La valisa de carton”. Le musiche dal vivo alla fisarmonica sono state eseguite dal maestro Carlo Moser. Gli attori sul palco, oltre a Giorgio Amodeo, erano Mariella Terragni e Riccardo Beltrame.
 Il caloroso saluto di monsignor Nobile, parroco del Duomo di Udine

La valisa de carton
La consolidata formula dello spettacolo a leggio viene riproposta ormai dal Gruppo Teatrale per il Dialetto da oltre dieci anni in tutta la regione, sempre con lusinghieri risultati. L’autore della recita ha voluto prendere in esame, nel consueto tono ironico e scherzoso, ma mai debordante, il fenomeno dell’emigrazione. 
Un tempo riguardava il nostro territorio, per il grande numero di giovani che lasciavano le proprie terre in cerca di fortuna economica. Da qualche decennio il fenomeno della migrazione è salito alla ribalta delle cronache per la necessità di dare assistenza ai migranti che raggiungono l’Europa.

Nello spettacolo, partendo da fatti storici che hanno spinto i nostri avi ad emigrare, si arriva ai giorni nostri. Come in altri spettacoli similari il Gruppo Teatrale per il Dialetto coglie l’occasione per fare piccole notazioni etimologiche, di sapore didascalico, sul dialetto istro-veneto. Questa parte dell’esibizione è seguita attentamente dal pubblico che scopre alcune novità, dando dei segni approvazione. 
È chiaro che gli attori vanno intervallando gli aspetti meramente culturali, con briosi ritornelli, accompagnati dalla musica popolare e  battute di spirito, tra le risate del pubblico contento. Vengono proposte anche alcune simpatiche “Serbidiole”, ossia le poesiole del Noneto, personaggio tipico dei borghi dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia.
Non potrebbero mancare, naturalmente, alcune esilaranti Maldobrie a tema, tratte dal formidabile repertorio teatrale dei grandi Carpinteri & Faraguna.
Tra le scenette ridicole e assurde, c’è persino la storiella di una suocera istriana, “el gendarmo” che, per una disgrazia, viene addirittura mangiata da un alligatore, portato dall’America ancora nell’uovo da schiudere…
Come accaduto negli anni passati, alla fine dello spettacolo, alcune veraci signore istriane – capitanate da Onorina Mattini, da Pinguente e Maria Giovanna Copic, con avi di Dignano d’Istria e di Portole – hanno chiesto agli attori di cantare assieme. Quelli non si son fatti tanto pregare e il pomeriggio non poteva concludersi meglio se non intonando “La mula de Parenzo”.
 Silvio Cattalini presenta Giorgio Amodeo

Il Gruppo Teatrale per il Dialetto
Il Gruppo Teatrale per il Dialetto, diretto da Gianfranco Saletta, da anni è specializzato nel recupero e nella valorizzazione delle tradizioni culturali degli avi, nonché dei testi degli autori dialettali, allestendo in ogni stagione vari spettacoli che ottengono forti riconoscimenti di pubblico, anche nelle rappresentazioni eseguite al di fuori del territorio regionale.
Riccardo Beltrame, Mariella Terragni e Giorgio Amodeo in una delle scene da leggio de "La valisa de carton", applauditi a Udine


La valisa de carton” è una produzione allestita per essere rappresentata anche negli spazi no n prettamente teatrali. Continua una lunga serie di allestimenti del gruppo teatrale di Trieste e Gorizia, sorto verso il 1998, più volte ripresi e replicati con successo popolare negli anni. 
Tutto iniziò con “Prosit”, del 2004. Poi ci sono stati: “Xe più giorni che luganiche” (2006), “Amor no xe brodo de fasoi” (2007) e “La strada ferata” (2008). Poi tra l’eccitazione del pubblico, sono seguiti i seguenti spettacoli: “Bordesando, bordesando” (2009), “Se no i xe mati no li volemo” (2010), “El carigo de cope” (2011), “Ma cos’è questa crisi?” (2012) e “L’anima del commercio” (2013).

Il maestro Carlo Moser alla fisarmonica, con Giorgio Amodeo

Silvio Cattalini tra due esuli: a destra Giorgina Vatta, da Pola e, a sinistra Egle Tomissich, venuta via da Fiume nel 1948

Al centro del tavolo Bruna Zuccolin, vice presidente del Comitato di Udine dell'ANVGD vicino all'ingegner Silvio Cattalini, storico presidente del sodalizio di esuli giuliano dalmati mentre il Gruppo teatrale per il dialetto si sta esibendo a leggio.
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Servizio giornalistico, di fotografia e di networking di Elio Varutti.