martedì 22 novembre 2016

La vita di Carlo IV di Lussemburgo, libro presentato a Udine

Nel salone di Palazzo Belgrado, sede della Provincia di Udine, il 21 novembre 2016 è stato presentato il volume intitolato “Vita Caroli”, autobiografia dell’imperatore del Sacro Romano Impero. La traduzione in italiano del testo è dovuta a ad Arianna Marchiol e Tiziana Menotti, che ha curato anche l’intera pubblicazione, fresca di stampa.
Pietro Fontanini apre l'incontro di presentazione del libro "Vita Caroli". Da sinistra: Arianna Marchiol, Bruno Figliuolo, mons. Sandro Piussi e, sulla destra, Michaela Krčmová e Tiziana Menotti.

Ha aperto l’incontro l’onorevole Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine. «Questo libro è dedicato ad un grande imperatore che fu grande amico del Friuli». Ha preso la parola poi Tiziana Menotti, curatrice e traduttrice del volume edito da Medusa di Milano. La curatrice ha tratteggiato gli aspetti biografici di Carlo IV di Lussemburgo (1316-1378), re di Boemia e Imperatore del Sacro Romano Impero. Nella Repubblica Ceca è considerato un “padre della patria”. Egli nacque a Praga il 14 maggio 1316 – quest’anno cade dunque il 700° anniversario della sua nascita – dal matrimonio della principessa Elisabetta, dell’antica casata reale dei Přemyslidi, e Giovanni, conte di Lussemburgo, che divenne così re di Boemia. Carlo fu battezzato col nome di Venceslao e trascorse l’infanzia alla corte dello zio, il re di Francia Carlo IV.
Il secondo relatore è stato monsignor Sandro Piussi, direttore degli Archivi storici e Biblioteche dell’Arcidiocesi di Udine, che ha voluto soffermarsi sulla figura di “Due boemi divenuti Patriarchi di Aquileia”. Si tratta di Nicolò di Lussemburgo, che governò dal 1350 al 1358 e, tra l’altro, era fratello minore di Carlo IV, e su Giovanni Sobieslaw di Moravia, che resse il titolo dal 1387 al 1393.
Michaela Krčmová, giornalista della radio nazionale ceca Český rozhlas, ha parlato (in lingua italiana) del viaggio di Carlo IV in Italia, per l’incoronazione a imperatore. «Carlo IV passa per Udine – ha detto la Krčmová – il giorno 14 ottobre 1354 e in compagnia del fratello Nicolò di Lussemburgo, patriarca di Aquileia, arrivò a Milano, dove il 6 gennaio 1355 cinse la corona ferrea di re d’Italia nella basilica di Sant’Ambrogio e, infine, il 5 aprile successivo, fu incoronato a Roma nella basilica di San Pietro, imperatore del Sacro Romano Impero, mentre il Papa risiedeva ad Avignone».

L’intervento di Bruno Figliuolo, docente di Storia Medievale all’Università di Udine, ha elogiato l’articolazione del volume per un personaggio della storia che non ebbe alti significati, se non quello di aver scritto per primo una autobiografia e di essere stato un imperatore pio e capace di spiegare le Sacre Scritture al popolo. «È raro trovare un’opera così – ha detto Figliuolo – è una vera novità, un fatto irrituale nel panorama del tempo, per un imperatore che dovette impegnarsi in una defatigante corsa per l’Europa per cercare di placare le ribellioni, le congiure e i colpi di mano».
Arianna Marchiol, infine, ha spiegato le difficoltà incontrate nella traduzione dal latino medievale, che era una lingua per dotti e intellettuali. Non era una lingua viva, né morta. Era una lingua con scarso rigore grammaticale rispetto alla lingua latina classica.
Prima di chiudere l’incontro i relatori hanno risposto ad una serie di domande poste dal pubblico.

La struttura del libro
Il testo è composto dall’originale latino medievale scritto da Carlo IV stesso, con traduzione italiana a fronte. La Prefazione è di Eva Doležalová, direttrice del Dipartimento di Storia medievale dell’Istituto di Storia dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca. A seguire c’è una breve biografia di Carlo IV, scritta da Tiziana Menotti, che ha seguito l’abbondante apparato di note al testo latino. Si trova, infine, una Postfazione di Michaela Krčmová, già pubblicata in lingua ceca e, qui, tradotta da Tiziana Menotti.

Quattro parole con Tiziana Menotti, curatrice e traduttrice del volume
Domanda: Questo imperatore si chiamava Carlo oppure Venceslao?
Risposta: «Al battesimo gli fu imposto il nome Venceslao – spiega la Menotti – poi lo zio, il re di Francia, al momento della Cresima gli impose il proprio nome: Carlo.»
D.: C’erano delle sue mire sull’Italia? 
R.: «Nel 1331, all’età di quindici anni, quando secondo il diritto medievale una persona poteva dirsi adulta, Carlo fu chiamato in Italia dal padre Giovanni, che intendeva estendere la signoria dei Lussemburgo nella penisola. Per ben due anni Carlo rimase in Italia, dove imparò l’arte della politica e della diplomazia pur tra intrighi e pericoli di ogni genere. Nel 1334 il padre lo nominò margravio di Moravia e, nonostante i dissapori dovuti alla dispartità di carattere, intrapresero insieme numerose imprese diplomatiche e militari, sia in patria che al di là dei confini del regno boemo. Nel 1346 i principi elettori lo elessero all’unanimità re dei Romani  al posto dell’imperatore Ludovico il Bavaro e l’anno seguente, dopo la morte del padre, divenne re di Boemia».

D.: Cosa successe nel 1354-1355?
«Con l’elezione a re dei Romani Carlo ottenne in pratica la corona imperiale e infatti nell’autunno del 1354 intraprese il lungo viaggio che dalla Boemia lo portò dapprima a Milano, dove il 6 gennaio 1355 cinse la corona ferrea di re d’Italia, quindi a Roma, dove il 5 aprile, giorno di Pasqua, fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero. I grandi umanisti e intellettuali dell’epoca, tra cui Francesco Petrarca, anelavano alla restaurazione dell’antica tradizione dell’impero romano e alla restituzione della centralità dell’impero alla sua città di origine, Roma. Le loro speranze, però, rimasero disattese. Carlo, infatti, in totale ubbidienza al papa, si intrattenne a Roma un solo giorno e Praga rimase per trentadue anni la capitale indiscussa dell’impero».
D.: Carlo IV di Lussemburgo, re di Boemia e il Friuli. È vero che può dirsi amico del Friuli?
R.: «La storia di Carlo si intrecciò fortemente con la storia dell’Italia e del Friuli, in particolare con quella del patriarcato di Aquileia. Il primo contatto che egli ebbe con lo stato patriarcale fu nel 1337, quando, sfuggito alla cattura da parte della flotta veneziana nelle acque dell’Adriatico nei pressi di Grado, fu accolto con grandi onori dal patriarca Bertrando di San Genesio, che lo ospitò a Udine e con il quale strinse un rapporto di solida amicizia. Bertrando descrive così il suo primo incontro con Carlo: “Restituita la pace al Friuli (dopo la guerra di Venzone) Carlo, che divenne poi re dei Romani, sbarcò in Aquileia (aprile-giugno 1337) e lo accogliemmo come si conveniva a tanto signore; ed egli condusse seco Bartolomeo (conte di Segna e di Veglia) e rimase con noi a Udine a nostre spese per un mese e più”. Qualche anno più tardi, nel dicembre del 1340, Bertrando fu attaccato dal conte di Gorizia e dai duchi d’Austria, che si erano accampati nei pressi di Venzone. Trovandosi in grave difficoltà, chiamò in aiuto l’allora margravio di Moravia, che accorse prontamente e insieme assediarono la città di Gorizia dopo aver devastato la contea. B. M. De Rubeis riporta nei suoi Monumenta Ecclesiae Aquileiensis questo brano tratto dall’autobiografia di Carlo IV Vita Caroli, contribuendo tra l’altro a chiarire l’etimologia del toponimo Veronium, che egli identifica per l’appunto con il borgo di Venzone».

D.: Ci dice qualcosa sugli ultimi anni di vita dell’Imperatore, quando la sua vita pubblica si incontrò con quella di suo fratello Nicolò di Lussemburgo?
R.: «Nel 1350 Bertrando fu assassinato in un’imboscata da alcuni nobili friulani. Il suo successore fu Nicolò di Lussemburgo (1350-1358), fratellastro di Carlo e suo uomo di fiducia. Nell’autunno del 1354 Carlo passò i valichi alpini del Friuli e il 14 ottobre entrò a Udine per ricongiungersi con il fratello Nicolò, che fu il suo fedele compagno durante il lungo e non sempre facile viaggio verso l’incoronazione imperiale».
D.: Carlo IV tornò altre volte a Udine e in Friuli?
R.: «Sì. La città di Udine ebbe l’onore di accogliere il grande sovrano ancora una volta. Nel 1368, infatti, in occasione del suo secondo viaggio in Italia per l’incoronazione a imperatrice della sua quarta moglie, Carlo IV sostò nuovamente a Udine, dove incontrò per la terza volta Francesco Petrarca, con il quale aveva mantenuto per anni un vivace carteggio. Nella prima lettera inviata dal Petrarca al sovrano boemo e che risale al 1351, il grande poeta invita Carlo ad assumere il governo dell’impero e a scegliere Roma come sua capitale, perché, come egli scrive: “Noi, o Cesare, già tel diceva, qualunque nato altrove per italiano ti abbiamo”. Anche se poi le cose andarono diversamente, il rapporto tra i due intellettuali, basato sulla stima e sull’ammirazione reciproche, crebbe nel tempo, rendendo possibili anche alcuni incontri. Il primo a Mantova nel 1355, durante il viaggio per l’incoronazione di Carlo, il secondo a Praga l’anno seguente e, finalmente, a Udine nel 1368».

D.: L’Imperatore Carlo IV era devoto? 
R.: «Carlo IV era un sovrano estremamente colto. Conosceva cinque lingue, amava l’arte, si dilettava di letteratura e di esegesi biblica. Era molto devoto alla Vergine, a san Venceslao e a santa Caterina d’Alessandria, che riteneva lo avesse protetto durante la difficile battaglia sostenuta contro una coalizione formata da illustri famiglie italiane presso il castello San Felice il 25 novembre 1332».
D.: In conclusione, che tipo di libro è Vita Caroli?

R.: «Poco dopo l’elezione a re dei Romani, Carlo iniziò a scrivere la propria autobiografia dal titolo Vita Caroli, un’opera appartenente a quel genere letterario di tipo educativo molto diffuso durante il Medioevo noto come specula principis e la cui traduzione dal latino viene oggi proposta dalla casa editrice milanese Medusa. L’opera fu terminata pochi giorni prima dell’elezione imperiale e probabilmente Carlo avrebbe voluto proseguirne la stesura ben oltre i suoi primi trent’anni di vita. Probabilmente i numerosi impegni glielo impedirono. Anche se con la stesura dell’opera Carlo intendeva soprattutto ammaestrare i propri successori, in particolare il figlio Venceslao IV che gli sarebbe succeduto su entrambi i troni, Vita Caroli è una preziosa fonte di informazioni riguardanti la figura del giovane principe, le sue gesta e i principi cristiani su cui fondò tutta la sua vita. Carlo IV morì a Praga il 29 novembre 1378».  
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Servizio giornalistico, fotografico e di networking di Elio Varutti.   
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Carlo IV, Vita Caroli. Autobiografia, a cura di Tiziana Menotti, titolo originale: Karoli IV imperatoris Romanorum Vita Ab Eo Ipso Conscripta, traduzione di Tiziana Menotti e Arianna Marchiol, Milano, Medusa, 2016, pagg. 201, 21 fotografie a colori e b/n.

ISBN 978-88-7698-359-7