domenica 9 ottobre 2016

Luca Zaro e la sua Land Art, mostra a Udine

È una curiosità l’arte dello “Stone Balancing”. In sostanza si cerca di mettere una pietra sull’altra per farle stare in equilibrio. Si tratta di una pratica Zen e di pura “Land Art”, fondata sul pensiero. In base alla critica specializzata, da qualche tempo, la Stone Balancing annovera artisti di un certo livello che girano il mondo, per mostrare le loro improbabili e incantevoli dimostrazioni, quasi come dei druidi ad alta tecnologia. 

«Questa tecnica di meditazione – sostiene Luca Zaro – è una sfida creativa, una specie di prodezza fisica o un’espressione artistica? È strano come le pietre, da sempre simbolo di eternità, possano essere utilizzate per realizzare opere effimere che potrebbero durare anche solo qualche secondo».
È stato Immanuel Kant a scrivere che la «Bellezza è forma della conformità a scopi di un oggetto, in quanto essa vi è percepita senza rappresentazione di uno scopo». Questa è la definizione del bello derivata dal terzo momento del suo libro pubblicato nel 1790 “Kritik der Urteilskraft” (“Critica della facoltà di giudizio”, traduzione italiana a cura di Emilio Garroni e Hansmichael Hohennegger, Torino, Einaudi, 1999, p. 72). In collegamento al grande filosofo tedesco si può pensare ai grandi tumuli funerari o ai dolmen, usati dai Celti a fini religiosi. L’uomo dell’antichità usava e modellava certe pietre per abbellire l’ultima dimora dei propri cari o a fini spirituali. Tali Cairn o costruzioni formate da pietre impilate a secco, se erette con piccoli pezzi, ancor oggi, nel mondo dei montanari vengono utilizzate come segnali e vengono detti “ometti”.


C’è una bellezza delle pietre dall’antichità sino ad oggi. Una realizzazione artistica è bella senza avvertirne degli scopi diretti, secondo i grandi pensatori. Così pure la Stone Balancing ha una forma di bellezza. Luca Zaro, poi, dipinge alcuni sassi, trasformando la sua attività in “Graffiti Balancing”. Li fotografa e ne ricava dei video, neanche fosse un… druido ad alta tecnologia. Le fotografie poi le incornicia con dei materiali sui quali opera ancora con strumenti di ogni sorta, pirografo compreso. C’è del fascino nelle sue messe in scena con le pietre e nelle rassegne dei suoi pezzi materisti. Con alcuni sassi, assieme ad altri materiali, costruisce degli oggetti improbabili, come una lampada, o altre cose da esposizione ironica, neo dadaista.


Alcune sue opere sono state in mostra Udine con tutto il loro equilibrio precario. I totem del 2000 di Luca Zaro toccano la natura e l’uomo. Sono stati i principali protagonisti di “Potenza & Debolezza”, la rassegna di Luca Zaro con performance e fotografate dei luoghi che lo hanno ispirato. L’esposizione, organizzata da Poesia&friends, è stata inaugurata il giorno 1 ottobre 2016, alle 18.30 negli spazi dell’Associazione interAzioni, in via della Rosta 46 a Udine. 
In mostra ci sono le foto di “Graffiti Balancing” realizzate da Zaro. Gli scatti ripropongono, attraverso una variante decorata, figure metaforiche dell’uomo e dell’ambiente. Nell’occasione, si è anche assistito ad una performance di “Stone Balancing”, nata come disciplina Zen e divenuta una forma di arte che consiste nel porre in equilibrio pietre e sassi di forme differenti, senza nessun supporto se non quello della forza di gravità. A completare l’esposizione, ci sono alcuni video dello stesso Zaro e ci sono state le letture delle poesie di Natalia Bondarenko e Mirco Ongaro. 
La mostra, ad ingresso libero, sarà aperta fino al 21 ottobre 2016, dal lunedì al venerdì con orario 9.30-12.30 e 15 – 18.30.



Servizio giornalistico, di networking e fotografico di Elio Varutti 


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