mercoledì 17 agosto 2016

La stravagante arte di Lunazzi, Udine

Ancorata al Magic bus dei The Who, la vivacissima opera artistica di Luciano Lunazzi è il riflesso della sua filosofia del viaggio. Nato nel 1952 a Ovaro, in provincia di Udine, Lunazzi a sette anni si ritrova in Svizzera, frutto di quell’emigrazione friulana che si arresta solo nel 1967, secondo la sociologa Elena Saraceno
Luciano Lunazzi, "Afghan Truck", 2009, tecnica mista su cartone, cm 95 x 138.

Nel 1968 Lunazzi abbraccia la tendenza degli Hippies, i figli dei fiori, mossi dagli ingenui, ma sinceri slogan di pace, amore e libertà. Nel 1973 lascia la Svizzera per l’India, l’Afghanistan, il Pakistan, Grecia, Turchia e Iran.
Dopo tre anni rientra in Italia e, per problemi familiari, lavora come panettiere e pasticcere a Buja, in provincia di Udine, fino al 1979, vicino al padre e al fratello. Col 1980 è in Messico e poi in California, a Berkley, dove si ferma per otto anni.
Inizia a dipingere, da autodidatta, verso la metà degli anni Novanta, mentre si trova in Germania, per lavoro. Sperimenta tecniche pittoriche miste, soprattutto con colori acrilici, pennarelli su carta e collage. In Spagna decide di fare l’artista di strada e di vivere così. Si appassiona sempre di più al cartone come supporto delle sue pitture un po’ stralunate, che sembrano copertine di dischi, intendiamoci: di Long Plaing.
Sempre negli anni Novanta viaggia tra Colonia, Ibiza, Tenerife, Barcellona, San Firmino di Pamplona, Saragozza. Crea anche T-Shirt, vendute come le sue pitture al pubblico di strada fino al 2004.
Ritorna in Friuli e, trovando alcuni interessati alla sua arte, espone per la prima volta nel 2007 al caffé Caucigh di Udine. Collabora con varie associazioni culturali come “Venti d’Arte” e “Vicino / Lontano”. Inventa e dipinge la copertina del CD per i trent’anni di attività di Radio Onde Furlane.
Luciano Lunazzi. Fotgrafia dal sito web topartist.it

La sua forma artistica
Artista diretto e ironico, se non provocatorio. Egli utilizza vari segni tribali per i suoi stralunati disegni, come nella serie dei “Bamboccioni”, dei “Cagnolini nervosi” e degli innumerevoli “Magic bus”, con quelle assurde ruote fatte con i vecchi vinili. Qualche critico l’ha avvicinato a Richard Hamilton, uno dei promotori della Pop Art.
Lunazzi propone delle immagini surreali, impossibili, al limite della stravaganza, ma a modo loro esse paiono molto legate al vivere contemporaneo. Le sue opere, anzi i suoi cartoni “underground” sono un grido contro la violenza, sono un inno alla creatività esuberante, sono un Manifesto politico a riutilizzare materiali di scarto per dare loro la dignità, anche se effimera, di coloratissima ed ingegnosa opera d’arte.
È morto a Udine per un malore, a 65 anni, Luciano Lunazzi nella sua abitazione di via Albona, il 3 ottobre 2017.

Bibliografia
Raffaella Ferrari, Il meraviglioso magic bus si è fermato allagalleria d’arte La Piazzetta, Udine, cartoncino di sala, s.a.

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