lunedì 25 luglio 2016

Abbazia di Montmajour, Arles – Francia

È un incrocio di cultura, religione e di arte. La nascita dell’abbazia di Montmajour, molto bella, risale al tempo di Carlo Magno. Misticismo e fervore religioso stanno alla base della fondazione di questo originalissimo luogo di culto. È luogo d’incontro di cristiani per sfuggire ai saccheggi dei Saraceni e alle incursioni dei Normanni, sbarcati in Camargue, tra IX e X secolo.
L'ingresso all'abbazia di Montmajour, con sculture moderne. Fotografia di Elio Varutti, 2015

Teucinde, una donna pia dell’aristocrazia franca, ne acquista la proprietà il 7 ottobre 949, per donarla ai religiosi di una comunità di monaci della regola di San Benedetto da Norcia nel 977. Il culto della reliquia di un frammento di legno della Vera Croce, venerata il 3 maggio, è istituito nel 1030 dall’arcivescovo di Arles. Ciò segna un aumento di pellegrini all’area religiosa e una straordinaria prosperità materiale.
Nel XII secolo viene costruita la Cappella della Santa Croce per accogliere meglio i pellegrini. La decadenza dell’abbazia inizia con l’imperversare della Grandi Compagnie di Ventura. Tali mercenari, assoldati per la Guerra dei Cento Anni, dopo la sconfitta di Poitiers del 1356, non avendo ricevuto la paga, si organizzarono in bande di saccheggio per tutto il territorio della ricca Provenza.
La rinascita seicentesca è dovuta ai monaci della congregazione di San Mauro, nota per altri riusciti rinnovamenti spirituali e materiali di monasteri. Il 18 agosto 1726 un grosso incendio provoca il crollo parziale di due piani dei dormitori. La ricostruzione si arena allo scoppio della Rivoluzione francese.
Uno scatto fotografico dal chiostro. 
Fotografia di Elio Varutti, 2015

Nei primi anni dell’Ottocento gli edifici dell’impianto abbaziale sono acquistati da vari privati, per donarli alla città di Arles, finché nel 1840 la struttura è posta tra i beni protetti. Col 1862 iniziano varie campagne di restauro. C’è il crollo del refettorio nel 1941. Un altro incendio della chiesa dell’abbazia avviene nell’agosto 1944, poiché i nazisti (furboni...) vi avevano sistemato un deposito d’armi.
Nel 1981 l’UNESCO classifica l’abbazia di Montmajour tra il patrimonio mondiale dell’umanità, insieme ai monumenti romani e romanici di Arles. Col 1993, per mezzo di un orientato progetto culturale, inizia una fase di rinascita con vari restauri di questa importante struttura religiosa, testimone di otto secoli di vita monastica o della violenza della Rivoluzione francese.
Oggi si accede all’area monumentale attraverso una collina che porta al monastero maurino. Il visitatore è portato a riconoscere la successione cronologica delle costruzioni. Si va dalla zona che un tempo dominava le paludi, alla torre abbaziale, alle cappelle, alla cripta, al chiostro, fino alle necropoli del Medio Evo.
Gotico, romanico ed altri stili nel chiostro dell'abbazia di Montmajour. Fotografia di Elio Varutti, 2015

Alla fine della visita resterete colpiti dalla bellezza del sito, dalle strutture artistiche, dal paesaggio selvaggio e dalla magnificenza dell’insieme, che spinge alla meditazione e che ispirò anche pittori e fotografi. Uno fra tutti Vincent Van Gogh che va, nel 1888, all'abbazia di Montmajour e la disegna (l'opera si trova al Van Gogh Museum di Amsterdam).

Bibliografia

Jean-Maurice Roquette, Aldo Bastié, L’abbazia di Montmajour, Éditions du patrimoine, Centre des monuments nationaux, Paris, 2000.
Capitello con scultura felina. Fotografia di Elio Varutti, 2015

Splendido panorama dalla torre Pons de l'Orme. Abbazia di Montmajour. Fotografia di Elio Varutti, 2015

Resti del monastero maurino. Fotografia di Elio Varutti, 2015

Necropoli rupestre con colatoi e tombe scavate nella roccia a sagoma antropomorfa. Fotografia di Elio Varutti, 2015

Torre di Pons de l'Orme, sec. XIV. Fotografia di Elio Varutti, 2015

Il monastero di San Mauro visto da sud-est. Palazzo, arcone e scala. Fotografia di Elio Varutti, 2015