domenica 20 marzo 2016

Progetto Umanità dentro la guerra 2016, Udine

Si  è svolta giovedì 17 marzo 2016, presso il Nuovo Teatro Giovanni da Udine, la IV edizione del Progetto Umanità dentro la guerra. Ideato nel 2011, grazie all’impegno didattico e alla sensibilità educativa di Anna Maria Zilli, Dirigente Scolastico dell’Istituto Statale d’Istruzione Superiore “Bonaldo Stringher” di Udine, il progetto ha registrato una grossa serie di ricadute culturali.

Furio Honsell, sindaco di Udine, Francesca Musto, assessore alla Cultura della Provincia di Udine e il prefetto Vittorio Zappalorto alla cerimonia del 17 Marzo 2016 al Teatro Nuovo Giovanni da Udine

La manifestazione più evidente del progetto cade ogni anno il 17 marzo, giorno dell’Unità d’Italia. Il  17 marzo si celebra la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”. È una grande festa in occasione della ricorrenza del giorno in cui è stato proclamato il Regno d’Italia. Il 17 marzo 1861 fu l’approdo di un lungo e difficile percorso di unificazione nazionale e allo stesso tempo inizio della nostra Storia comune. La ricorrenza è stata istituita come festività civile, il 23 novembre del 2012 con la legge n. 222, con l’obiettivo di ricordare e promuovere i valori di cittadinanza e riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso la memoria civica.

C’è una riflessione profonda sul ruolo degli uomini e dei loro sentimenti e desideri più interiori di pace, fratellanza e sussidiarietà che trovano particolare modo di manifestarsi durante, non solo i terrificanti conflitti che hanno sconvolto il Novecento, ma tuttora nelle guerre che bagnano di sangue, spesso innocente, la Terra.
L’iniziativa, di alto profilo morale, vede nella sua realizzazione pratica la collaborazione del Comune di Udine e della Fondazione CRUP. Annovera da parte degli studenti la realizzazione di mostre espositive e la partecipazione a concorsi sulla pace e sul ruolo di uomini e donne nei conflitti passati.
«Il progetto Umanità dentro la guerra nasce – dice Anna Maria Zilli – dalla lettura di un libro intitolato Che strano ragazzo, romanzo storico che racconta le gesta dell’udinese Fernando Pascolo durante la Seconda Guerra Mondiale sul fronte russo dove si trovava inquadrato in un battaglione di sussistenza. La sua alta considerazione dell’uomo e dell’umanità lo portò dapprima ad aiutare la grande massa di sbandati italiani e tedeschi, dopo lo sfondamento del fronte del fiume Don, per poi riflettere su cosa l’uomo e l’umanità fossero in quel tragico momento intravedendo umanità anche sotto le divise dei nazisti più feroci. Tornato in Italia, Pascolo entrò nella resistenza senza mai sparare un colpo di fucile, ma divenendo un punto di riferimento dei suoi compagni partigiani per la sua altezza morale ed onestà intellettuale».
L’evento del 2016 ha visto la partecipazione diretta degli allievi delle classi 4^ G Enogastronomia, 4^ A Commerciale, 4^ E Dolciaria e 5^ A Tecnico Turistico dell’Istituto Stringher, nonché le classi provenienti dagli istituti Malignani, Marinoni, Percoto, Bertoni e Ceconi. Numerosa è stata la presenza di scolaresche provenienti da tutto il Friuli e in particolare da Gorizia, Latisana, Tolmezzo, Gemona e San Daniele e Cividale, mentre significativa la presenza di una nutrita rappresentanza dell’istituto turistico austriaco Kärntner Tourismusschule di Villacco, per un totale di oltre mille studenti, accompagnati dai loro insegnanti.

Il console austriaco Sabrina Strolego assieme a quello sloveno Ingrid Sergaš, al microfono, e al prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto

1.      Apre i lavori il Prefetto di Udine
Ad aprire ufficialmente la giornata è stato il Prefetto di Udine, Vittorio Zappalorto, che ha sottolineato l’importanza della «riflessione sull’Italia, sui valori della Costituzione, su di noi» senza la quale non vi può essere pace e fratellanza in quanto espressioni di un popolo che ha sofferto la dittatura e gli orrori della guerra. Nelle parole di Zappalorto è emerso che «esiste sempre una umanità dentro la guerra anche se questa è la negazione stessa dell’uomo». Accennando proprio all’esperienza di Fernando Pascolo il Prefetto ha ricordato che i principi costituzionali e il concetto di libertà individuale erano già presenti sui monti tra i partigiani, dove, come diceva Piero Calamandrei, è nata la Costituzione italiana. «Dare da vestire, mangiare, asilo e conforto – ha aggiunto Zappalorto – sono  fenomeni manifestazioni di generosità, modi di agire,  ancora esistenti anche solo se pensiamo all’emigrazione e quanto le popolazioni balcaniche stanno donando ai profughi in fuga dai conflitti del Nord Africa». Il Prefetto ha pure ricordato il sostegno della nonna, per la quale “un piatto di minestra per i poveri era sacro”, dato ad una famiglia di profughi istriani dopo 1945. Il Prefetto ha infine invitato gli studenti presenti a riflettere quanto siano oggi più generosi siano i popoli poveri, rispetto a quelli ricchi, della stessa UE, che invece di accogliere i profughi erigono spesso muri e reticolati in una tetra prospettiva che rimanda al ricordo del nazismo e della guerra fredda. Oggi, ha concluso Zappalorto invitando gli studenti ad una riflessione sul loro ruolo nella società «la Costituzione ci impone e ci chiede di impegnarci nella politica, ma non per il proprio profitto di parte, ma per il bene collettivo».
Dopo il Prefetto sul palco sono saliti il Sindaco di Udine Fulvio Honsell e l’assessore alla cultura della Provincia di Udine Francesca Musto. Honsell ha ricordato l’importanza di non rimanere vittime dell’odio in quanto lui stesso nipote e discendente di cittadini e poi soldati austriaci durante la Prima Guerra Mondiale. Ha inoltre ricordato come la storia e la Costituzione siano le grandi “incompiute” in quanto l’umanità è in continuo cammino verso la pace e la fratellanza tra i popoli. L’assessore dottoressa Musto, invece, dopo aver portato i saluti del Presidente della provincia di Udine, Pietro Fontanini, ha ricordato come la guerra possa essere una minaccia da evitare con tutte le forze sempre celata. Ha poi aggiunto come nel 1915 la nostra regione si sia trasformata da un territorio di confine in un fronte militare.
Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dell'Istituto "B. Stringher" di Udine al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il 17.03.2016

2.      Da Austria e Slovenia, ospiti di riguardo
Ospiti di riguardo quest’anno sono stati i consoli di Austria e Slovenia. Il console austriaco Sabrina Strolego ha portato un messaggio di pace ricordando un atto di umanità tra due piloti della Prima Guerra Mondiale, uno francese e uno, appunto, austriaco. Ingrid Sergaš ha invece ricordato come i conflitti possano sconvolgere improvvisamente popolazioni e nazioni apparentemente pacifiche, come successo vent’anni fa in Jugoslavia.
Il dottor Luigi Torchio è intervenuto in rappresentanza del Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale Pietro Biasiol, per spiegare il termine sarcasmo. «Esso conserva un significato bellico recondito di lacerazione delle carni – ha detto Torchio – per far riflettere i ragazzi sull’impatto che il dileggio gratuito e il bullismo a scuola potrebbero avere nei confronti di chi è bersaglio di tale sarcasmo appunto».
La dottoressa Anna Maria Zilli, dopo aver portato il saluto del Ministro dell’Istruzione  Stefania Giannini, ha ricordato come la festa dell’Unità d’Italia sia un momento di riflessione, sul nostro senso di appartenenza. «È  un tassello fondamentale della nostra storia – ha detto Zilli – in cui tale celebrazione è l’occasione di crescita culturale, intellettuale e un vero e proprio esercizio di cittadinanza. Occasioni di questo genere non sono vuote di significato ma l’occasione per la riscoperta delle nostre radici».
La Zilli ha poi ricordato come il progetto sia nato dall’esigenza di guardare all’umanità e cioè dentro noi stessi e come tutto sia nato dal libro di Pascolo. Oggi, ha aggiunto Zilli «dobbiamo far sì che le memorie scritte nei libri possano raggiungere tutti facendo prevalere il bene sul male. Oggi ai nostri studenti bisogna parlare di aiuto, bontà e sacrificio per gli altri». Proprio per questo motivo i Club Unesco d’Italia hanno invitato gli studenti dello Stringher ad incontri sull’importante tema dell’etica del comportamento.
Di particolare significato l’intervento di Sofia Giunta, Vicepresidente della Consulta Provinciale Studenti, coetanea e amica di molti studenti presenti in platea. La Giunta ha esortato i coetanei a pensare positivamente all’Italia non solo quando le cose vanno bene ma anche a sostenere la Nazione e lo Stato nei momenti tragici perché questi sono tappe importanti per la costruzione della nostra consapevolezza di cittadini.
Paolo Pascolo e Provvidenza Delfina Raimondo

Di particolare spessore il contributo dell’ex Prefetto di Udine Provvidenza Delfina Raimondo, che ha posto l’accento sul valore che la Resistenza ha avuto nella creazione di quel sistema di valori che ha partorito la Costituzione ricordando e citando il da poco scomparso Umberto Eco che «da vinti siamo diventati vincitori perché abbiamo conquistato, non terre e nazioni, ma la libertà e la democrazia». La Raimondo ha definito “disarmante” il disincanto dei giovani di oggi davanti alla politica in quanto «senza valori non vi può essere democrazia, oggi i giovani devono vivere anche per coloro che hanno visto la propria vita risucchiata da guerre e ingiustizie, come nel caso del friulano Giulio Regeni, per non dimenticare e per far vivere gli alti valori della Costituzione».
Provvidenza Delfina Raimondo è presidente della neo costituita Associazione Umanità dentro la guerra. 

3.      Parla Gianfranco Paglia, tra gli applausi
Corposa quest’anno è stata anche la rappresentanza delle autorità militari. Accanto al maggiore Pietro Cravotta, in rappresentanza del comandante del 2° Stormo Francesco Frare sono intervenuti anche il Generale della Brigata Julia Michele Risi e il Sottufficiale di Corpo Fabio Palamin. Vero ospite di eccellenza il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valor Militare, conquistata per essersi distinto in uno scontro a fuoco, la battaglia del pastificio, nel 1993 nel contesto della missione di pace IBIS in Somalia. Paglia, famoso per aver perso l’uso delle gambe in quell’occasione, e considerato un vero e proprio eroe nazionale, ha intrattenuto gli studenti attraverso un video sul ruolo delle forze armate italiane nel mantenimento della pace nel mondo, nel contrasto alla illegalità e supporto delle popolazioni in caso di calamità naturali.
Udine - Il Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d’Oro al Valore Militare; è così bravo e comunicativo che ha fatto venir giù il teatro... dagli applausi

Paglia ha ricordato che il mestiere del carabiniere, del poliziotto, del pompiere e del soldato «è il più bello del mondo perché si dona la vita per garantire la sicurezza anche e, soprattutto, di chi non si conosce». Confrontandosi coi ragazzi presenti ha portato la sua esperienza personale di soldato di pace e di invalido di guerra ricordando quanto sia importante sedersi semplicemente a tavola con la propria famiglia, cosa all’apparenza scontata, ma in molte parti del mondo impossibile. Paglia ha poi ricordato che l’Italia è l’unica nazione al mondo ad aver creato un Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa, in modo da dare nuova vita nello sport, che non conosce limiti e frontiere, ai membri delle FF.AA. rimasti invalidi nell’espletamento del proprio dovere. Perché il «soldato italiano, preferisce essere inchiodato su una sedia a rotelle piuttosto che avere le gambe per correre a nascondersi». Dovere, lealtà verso lo Stato, rispetto delle leggi e dei valori costituzionali sono alla base, ha detto Paglia, del vero italiano.
La manifestazione è continuata poi con un frammento recitativo tratto da La scelta di S. Menis curato da TeatroMania e alcuni studenti dello Stringher.
Frammento recitativo a leggio

Don Sigismondo Schiavone, già noto per aver trasformato la chiesa del Sacrario di Redipuglia, di cui è XXI Rettore, nella chiesa della Madre di tutti gli uomini, ha posto l’accento sulle radici cristiane e di pace dell’Unione Europea.
A concludere la giornata il concerto Un autore da Oscar, dedicato ad Ennio Morricone e tenuto dal musicista e compositore triestino Mauro Maur, trombettista di fama internazionale, e da Francoise de Clossey, pianista d’origine canadese. In ultimo è seguito l’Inno d’Italia o di Mameli che tutti, studenti, docenti e ospiti hanno cantato all’unisono.
Mauro Maur in concerto a Udine

Alla fine della manifestazione l’Istituto Stringher ha organizzato presso la sede principale di Viale Monsignor Nogara un sontuoso pranzo ed una mostra fotografica sul ruolo della donna nella Prima Guerra Mondiale, curata dal professor Giancarlo Martina e dai suoi allievi. La rassegna è arricchita da originali ed interessanti opere del maestro e professor Michele Galliussi, realizzate ad acrilico su tela in cotone ignifugo su pannelli in cartone. La mostra, che rimarrà esposta per diverse settimane presso l’atrio dell’istituto è principalmente incentrata sulle portatrici e crocerossine della Carnia e del Veneto e sul ruolo della figura femminile nello sforzo bellico italiano nella guerra 1915-18.

Proprio l’importanza ed il ruolo della donna è stato infine il tema di fondo di una breve intervista dell’ex Prefetto Provvidenza Delfina Raimondo da parte degli alunni Domenghini Federica, Alison Zorzini e Kevin Pavanello.



Servizio giornalistico e fotografico di Cristiano Meneghel
Networking di Elio Varutti