sabato 5 marzo 2016

Paolo Ferri allo Stringher di Udine, istruzione

Ribaltare la classe. Ecco la scuola dei Nativi Digitali. Il futuro è nella “flipped classroom” che vuol dire: insegnamento capovolto.
Il prof. Ferri nel laboratorio 1 dello Stringher di Udine

Rivoltare la classe come un calzino. Lo ha ripetuto anche all’Istituto “B. Stringher” di Udine, il 4 marzo 2016, il professor Paolo Ferri, docente di Didattica e Pedagogia Speciale all’Università di Milano Bicocca. La sua teoria è la “flipped classroom” (insegnamento capovolto). Con questa tecnica innovativa negli USA e all’estero stanno già operando. Pare con successo.

L’iniziativa di aggiornamento per i docenti di Udine si sviluppa nei laboratori di School Academy, un progetto curato da Stefano Moriggi, filosofo della scienza. L’esperienza di didattica innovativa è stata fortemente voluta da Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dello Stringher.
L’apprendimento procede per piccoli “tavoli di studio” di tre-quattro studenti ciascuno. Ogni tavolo può essere dotato di strumentazione a tecnologia avanzata (computer, tablet, Lim, smartphone), ma anche il vecchio e classico libro non è da buttar via.    
Paolo Maria Ferri è anche Direttore del Laboratorio Informatico di Sperimentazione pedagogica (LISP) dell'Università di Milano Bicocca, nonché membro del Consiglio di Amministrazione e Docente dell'Università telematica Pubblica IUL e Direttore dell'Osservatorio Nuovi Media dell'Università degli Studi Milano Bicocca.

Talvolta il lessico didattico e il pensiero pedagogico di Paolo Ferri, come quello di Stefano Moriggi, potrebbero evocare le lezioni di Franco Frabboni, professore emerito di Pedagogia all’Università di Bologna, ma tutta la scalata alla Babele informatica è tipica delle lezioni cattedratiche dei primi due docenti.  
Ancora Paolo Ferri mentre illustra lo schema dell'apprendimento aumentato. ovvero il PTOF d'Istituto più una situazione di cooperative learning e la situation room
Nella scuola alberghiera, commerciale e turistica di Udine ha parlato di questa nuova metodologia didattica. Come ha scritto in un suo saggio: «Una nuova metodologia si sta affermando, soprattutto negli Usa. Ma che cosa comporta impostare la propria didattica in questo modo? C'è un nuovo ruolo per tutti, docenti, studenti. E per il ministero. L'auspicio è che il nuovo ministro fissi deadline [scadenze] precise e rigorose per dare la banda larga a tutte le scuole, allocando risorse congrue per la formazione dei docenti e la ristrutturazione degli edifici scolastici».
Ma come si fa a capovolgere la classe? «La flipped classroom – sono ancora le sue parole – è un sistema che, attraverso l’uso delle tecnologie didattiche, inverte il tradizionale schema di insegnamento/apprendimento ed il conseguente rapporto docente/discente. I materiali didattici vengono caricati all’interno dell’ambiente virtuale per l’apprendimento (alcuni anni fa si chiamava piattaforma di elearning) del “gruppo classe” in forme e linguaggi  digitali anche molto differenziati».
Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico dello Stringher di Udine. A sinistra: Carla Menis, docente di Matematica, informatica e collaboratore del preside, all'apertura della lezione magistrale di Paolo Ferri
E poi cosa succede? Il vecchio insegnante è da rottamare? La risposta è convincente. L’insegnante dovrà dirigere le operazioni di ricerca e di studio. «Per approfondire un contenuto o un tema non si utilizzano più solo testi scritti – sostiene Paolo Ferri, autore di “Nativi digitali”, Mondadori 2011 – ma anche, audio, video, simulazioni e materiali disponibili su Internet. Questi materiali possono essere approfonditi dagli studenti da soli o in gruppo “fuori dalla classe”  a casa, in biblioteca o in altri luoghi di aggregazione informale. Mentre in classe con l’insegnante i contenuti “appresi” attraverso la tecnologia diventano oggetto di  attività cooperative mirare a “mettere in movimento” le conoscenze acquisite. La classe non è più il luogo di trasmissione delle nozioni ma lo spazio di lavoro e discussione dove si impara ad utilizzarle nel confronto con i pari e con l’insegnante».
Altri momenti del corso di aggiornamento di Paolo Ferri allo Stringher di Udine
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Il servizio fotografico del presente articolo è di Elio Varutti