domenica 25 gennaio 2015

Giorno del Ricordo 2015 allo Stringher, Udine

Convegno Giorno del Ricordo

"Il Campo Profughi Istriani di Udine 1945-1960" - relatore il Prof. Elio Varutti

Sabato 7 febbraio 2015 – ore 9-11 - auditorium Istituto Stringher

Udine, Villaggio Metallico, 1952. La Cjesa del Vilagjo de Fero. Da sinistra: Maria Osso, Maria Cerri, Ugo Cerri, Pietro Buttignoni (l'artigliere), Onorina Mattini, Bruno Mambelli, Angelo Totaro (bambino) figlio di Uliana Buttignoni e Maria Buttignoni. 
Collezione famiglia Mattini, Udine.

in collaborazione e col patrocinio dell' Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), Comitato Provinciale di Udine, presidente ing. Silvio Cattalini, che porterà il saluto ufficiale e una testimonianza personale sull'esodo dalmata.  In concomitanza all'evento, aperto alle autorità e alla cittadinanza, si terranno:

 > la Presentazione del volume fresco di stampa
 "Ospiti di gente varia. Cosacchi, esuli giuliano dalmati e il Centro di Smistamento Profughi di Udine 1943-1960"

Foto di cosacco con la sua famiglia (moglie e bimbo), 9.3.1945. Stavano a Mena di Cavazzo Carnico, in provincia di Udine, nelle stanze requisite alla famiglia Guglielmo Barazzutti e Cecilia Cossio.

Autori del libro > Roberto Bruno, Elisabetta Marioni, Giancarlo Martina, Elio Varutti
Editore > Istituto Statale d'Istruzione Superiore "B. Stringher" Udine, 2015

Dialogherà con gli autori lo scrittore Mauro Toninoautore del romanzo sulle foibe e sull'esodo istriano intitolato Rossa terra, Pasian di Prato (UD), Orto della Cultura, 2013

Udine 2013 - Silvio Cattalini e Mauro Tonino alla presentazione di Rossa terra, nella sala parrocchiale di Vicolo Sillio.


> la Inaugurazione della Mostra sul Giorno del Ricordo  atrio Istituo Stringher (aperta fino al 31.3.2015), con materiali ANVGD, a cura del prof. Guido Rumici ed originali pannelli rielaborati dagli studenti dello Stringher e dai professori del Laboratorio di Storia
Orari di apertura: lunedì-venerdì ore 8,30-13,00 e ore 15,00-18,00. Sabato ore 8,30-14,30.

> Accoglienza e ospitalità a cura dello staff dei professori ed allievi del Laboratorio di Accoglienza Turistica, del Laboratorio di Sala e del Laboratorio di Enogastronomia dello Stringher.

Networkingsu Slideshare vedi ... Itinerario giuliano a Udine, Esodo istriano, un brano sconosciuto di storia locale

Libro, mostra e convegno fanno parte del progetto, sostenuto dalla Fondazione Crup, “Il secolo Breve in Friuli Venezia Giulia”, che ha ottenuto il patrocinio di: Provincia di Udine, Comune di Udine, Club UNESCO di Udine, Società Filologica Friulana, ANED, ANVGD e del Comune di Martignacco  nel cui ambito territoriale ha sede Villa Italia, residenza di re Vittorio Emanuele III, dal 1915 al 1917.


Le professoresse Maria Pacelli e Elisabetta Marioni con lo scrittore Mauro Tonino in Auditorium al convegno dell'Istituto Stringher il 7 febbraio 2015 alla presentazione di "Ospiti di gente varia"

Il prof. Elio Varutti presenta la studentessa Elisa Dal Bello, per la lettura della sua intervista sull'esodo istriano al convegno dell'Istituto Stringher il 7 febbraio 2015 

Una immagine dell'esodo istriano 1945-1956

La chiesa del Villaggio Metallico a Udine (la Baraca Cjesa), con don Leandro Comelli, 1956. Vivevano qui diversi esuli istriani e dalmati, in attesa di un'abitazione costruita dall'Opera assistenza profughi giuliani e dalmati, ente creato nel Dopoguerra e preposto alle iniziative di tutela e di sviluppo delle comunità degli esuli istriani, fiumani e dalmati scappate dai territori ceduti con il trattato di pace all'ex Jugoslavia. L'ente ebbe per segretario generale Aldo Clemente (Trieste 21 ottobre 1920 - Roma 14 novembre 2014). I profughi e gli sfollati si erano adattati a vivere in questa bidonville di 40 baracche metalliche, vecchio casermaggio dell'esercito inglese, costruito in Via Monte Sei Busi. 
Vedi un altro articolo su Aldo Clemente sul Messaggero Veneto a firma di Mario Blasoni.


Le fotografie del Villaggio Giuliano di Udine, di via Casarsa sono di Elio Varutti, 2013



Il Centro di Smistamento Profughi di Udine, copertina del volume del 2015. Fotografia per gentile concessione di: Enrico Miletto, Carlo Pischedda, L'Esodo istriano-fiumano-dalmata in Piemonte. Per un archivio della memoria, Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti”, Torino (on-line dal 2009)

Parlano di noi: Il Giornale del Friuli  del 28.01.2015; il sito web dell'ANVGD di Roma, il giornale in marilenghe Il Diari; ancora il sito nazionale dell'ANVGD dal 02.02.2015, sotto la dizione "Le scuole per il 10 febbraio"; Il Giornale del Friuli del giorno 02.02.2015; la rassegna stampa nel sito della Fondazione CRUP; il sito web del Club UNESCO di Udine; il giornale del web friulionline.com del 5 febbraio 2015, con un articolo sulla Mostra sul Giorno del Ricordo; il blog di Elio Varutti su webnode.it ; il sito Internet Libero 24x7; il sito web dell' Agenzia Regionale per il Diritto agli Studi Superiori del Friuli Venezia Giulia (Ardiss.fvg.it); il sito della Banca della Memoria memoro.org.it; ancora il sito della Fondazione CRUP alla data del 7.02.2015; il sito Internet di turismofvg; il settimanale "Il Friuli" del 10.02.2015, col titolo Quando Udine ospitò 100mila profughi, ....

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Anteprima della Mostra sul Giorno del Ricordo allo Stringher, Udine

(fotografie di Elio Varutti)




Didascalia riguardo alla foto soprastante. TITOLO DELL'OPERA: "La valigia del ricordo". Autrici: allieve Sara Mesaglio e Aida Ahmetovic classe 4^ B Tecnico del turismo. Dittico, tecnica mista su tela (collage, pastello, guarnizioni varie). Dimensioni: chiuso 35x50 cm, aperto 50x70cm.
L'opera esprime l'analisi e insieme la sintesi del dramma vissuto dagli esuli istriano dalmati e dalle vittime delle foibe (sia italiane che iugoslave). La prima riproduzione mostra l'esecuzione di civili sloveni da parte di soldati italiani. Nella seconda, il principale monumento di Pola, l'Arena, fa da sfondo all'esodo dei cittadini italiani d'Istria nel 1947.
Il dramma non ha volto, ma si esprime con le immagini delle foto d'epoca e con le parole dei giornali (L'Arena di Pola).
La sintesi si concretizza nel dittico-valigia che una volta chiuso può essere agevolmente trasportato a significare che non dobbiamo separarci da esso. Il ricordo deve essere sempre vivo.

Gruppo di studio sull’Esodo giuliano dalmata, classe 4^ B Tecnico del turismo, anno scolastico 2014-2015. Coordinamento a cura dei professori Martina Bragagnini (Storia dell’Arte), Elio Varutti (networking). Dirigente scolastico: Anna Maria Zilli. Istituto “B. Stringher”, Viale Monsignore Giuseppe Nogara, 33100 Udine, Italia.

Visitatori ed esuli istriano dalmati alla Mostra sul Giorno del Ricordo all'Istituto Stringher di Udine

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UN VILLAGGIO GIULIANO NELLA BASSA FRIULANA

Verso il 1950 sorse un Villaggio Giuliano anche a San Giorgio di Nogaro, in provincia di Udine. “Si tratta di una trentina di edifici, nella frazione di Villanova – ha detto Daniele Salvador, vice sindaco di San Giorgio di Nogaro, nel 2014 – oggi forse non c’è più nessuno degli assegnatari esuli giuliani del tempo. Sono casette per due famiglie: una al piano terra e l’altra al primo piano. C’è da aggiungere, in conclusione, che il 1° agosto del 2010 c’è stato un incontro di quegli abitanti istriani e dalmati, cui partecipò una trentina di persone, tra le quali il professor Adolfo Bellinetti, fautore di un’iniziativa editoriale autoprodotta che raccolse una decina di contributi tutti dedicati al Villaggio Giuliano, con ricordi, poesie, episodi vari”.
Secondo Carla Aita, nata a Cervignano del Friuli, nel 1936, "anche a Cervignano ci sono alcune case degli esuli giuliano dalmati" (26 marzo 2015).


Immagine del 2014, fotografia di Olga Ravazzolo, di San Giorgio di Nogaro classe 4^ C Enogastronomia, Istituto Stringher, Udine


San Giorgio di Nogaro - Il Villaggio Giuliano come si presentava negli anni Cinquanta, con vista sulla passerella sul fiume Corno. Fotografia riprodotta dal volume di Luigi Del Piccolo, Storia di San Giorgio di Nogaro, Edizioni Biblioteca dell'Immagine, Pordenone, 2010. Qui sotto, altre immagini dello stesso Villaggio Giuliano riprese da siti Internet.


Ecco la rassegna stampa: 






Didascalia per l'immagine sottostante.
Classe 5^ C turistica Isis B. Stringher Udine, Maieta istriana, installazione con maglia di cotone (Collezione privata Gradisca d’Isonzo), carta, pietra bianca d'Istria e borraccia militare italiana del 1940-’45 (Collezione privata, Udine), dicembre 2011. Coordinamento didattico: prof.ssa Maria Pacelli (Italiano e Storia), Maria Teresa Smeragliuolo (Laboratorio di Ricevimento), Elio Varutti (Discipline economiche aziendali) networking. Anna Maria Zilli, Dirigente scolastico. 
  
Maieta istriana, testo plurilingue
Maglia dell’Istria del 1955 aggiustata dalle zie e dalla nonna (Italiano).
Malla de Istria de 1955 se ha ajustado a sus tías y su abuela (Spagnolo).
Jumper from Istria dated 1955 repaired by grandmother and aunts (Inglese).
Pull de l’Istrie de 1955 reparé pour les tantes et le grand-mère (Francese).
Bluse aus Istrien aus dem Jahr 1955 von den Tanten und von der Grossmutter reparient (Tedesco).
Triket e Istriës e 1955 ishin të punuara nga Tezet dhe nga gjyshja (Albanese).
Maiute istriane dal 1955 justade des agnis e de none (Friulano).
Maieta istriana del 1955 agiustada da le zie e da la nona (Istriano).



Studenti fotografi e cineoperatori all'evento del Giorno del Ricordo 2015 all'Istituto Stringher di Udine, classe 4^ E enogastronomia


venerdì 23 gennaio 2015

Giornata della Memoria allo Stringher 2015

Udine, Istituto Stringher - Siamo lieti di annunciare la seguente attività didattica aperta alle autorità e curata, in parte, dai nostri studenti sulla Giornata della Memoria, per l'organizzazione del Laboratorio di Storia, che ha per referente il prof. Giancarlo Martina.
L'evento, dedicato alle classi quinte dell'Istituto, si terrà sabato 27 gennaio 2015 – ore 11-13, Auditorium Istituto Stringher, in collaborazione e col patrocinio dell'Associazione Nazionale ex Deportati nei campi di concentramento (l'ANED), presieduta da Marco Balestra.
Relatrici dell'incontro saranno la professoressa Maria Pacelli, docente di Italiano e Storia e la signora Lauretta Zamparo, sul tema "Afonso Zamparo, sopravvissuto di Dachau". Sono previsti alcuni apporti culturali da parte degli allievi, con letture di testi sulla Shoah e originali canti.
Networking, vedi nel web: Fonso, coracîr dal Re, gjandarm dal Pape e partigjan, "Messaggero Veneto"; il sito Internet di Alfonso Zamparo. .
L'evento fa parte del progetto, sostenuto dalla  Fondazione Crup, "Il secolo Breve in Friuli Venezia Giulia", che ha per referente il professore Elio Varutti. Hanno concesso il patrocinio al presente progetto i seguenti enti e/o istituzioni: la Provincia di Udine, il Comune di Udine, il Club UNESCO di Udine, la Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, Sezione provinciale di Udine (ANED), la Società Filologica Friulana, il Comitato Provinciale di Udine dell'ANVGD, il Comune di Martignacco, nel cui ambito territoriale ha sede Villa Italia, residenza di re Vittorio Emanuele III, dal 1915 al 1917.



Titolo dell'opera: La morte rosea, Shoah, lager e foibe. Autrice dell'opera: allieva Cheyenne Degano. Tecnica di pittura: acrilico su tela, cm 30 x 40, 2014.
Colori e simboli usati: rosso, nero, bianco e verde. Il rosso delle rose allude al sangue versato dagli innocenti e al fuoco distruttivo dei forni crematori nei lager, come alla Risiera di San Sabba. I petali caduti ricordano coloro che sono stati spinti a morire. Il nero e il teschio rappresentano la morte, il lutto e le Waffen SS. Il verde è il colore della realtà e della gioia. Erano di colore verde i fazzoletti al collo dei partigiani osovani (monarchici, azionisti, cattolici), in onore del 1848 alla fortezza di Osoppo, contro gli austriaci. Erano rossi quelli dei garibaldini, partigiani socialisti e comunisti, in ricordo di Giuseppe Garibaldi, l'eroe dei Due Mondi.
Gruppo di studio sull'Ultimo Risorgimento, classe 4 ^ E Enogastronomia, anno scolastico 2014-2015: allievi Cheyenne Degano, Mirko Ravenda e Silvia Siega. Coordinamento a cura dei professori Paola Longhino (Italiano e Storia), Elio Varutti (Diritto e Tecniche Amministrative della Struttura Ricettiva). Dirigente scolastico:  Anna Maria Zilli .



Un altro resoconto sulla Giornata della Memoria allo Stringher di Udine: 
Articolo su friulionline.com del 3.02.2015.

La classe 5^ A Accoglienza turistica durante la lettura scenica predisposta per la Giornata della Memoria, a cura della professoressa Maria Pacelli (fotografie di Elio Varutti)

 Lauretta Zamparo, col fazzoletto da deportato nel lager del padre, Alfonso Zamparo, racconta agli studenti l'esperienza tremenda della deportazione nel campo di concentramento in Germania.


Il professor Giancarlo Martina, referente del Laboratorio di Storia dell'Istituto Stringher di Udine, presenta l'opera degli studenti della classe 5^ A  Accoglienza turistica in Auditorium. Sotto: la professoressa Maria Pacelli legge un'accorata introduzione alla lettura scenica dei suoi allievi. 

giovedì 8 gennaio 2015

Alter mundus, di Lucia Gazzino, poete furlane su lis olmis di Pasolini

Udin. No è plui une robe strane il fat di presentâ libris intun laboratori di mosaic. Al è chel che al fâs il mestri Giulio Menossi di dîs agns in ca. Ai 29 di Dicembar dal 2014 al à presentât l’ultin libri di poesiis di Lucia Gazzino a Udin in vie Zoletti, in mieç dai siei mosaics. La premetidure ae poete e je stade fate di cui che al scrîf. O ài fevelât, tal plan estetic, de edizion americane di Alter mundus. Cheste e je la  prime volte in Italie che si mostre il libri che la Gazzino e à scrit par talian tal 2004 e il professôr Michael Daley lu à voltât par inglês american, tal 2013, par une cjase editorie di New York.
Par cui che al è interessât si pues viodi l’articul in marilenghe che o ài fat, cul sorenon di Gabriele Anelli Monti, su Il Diari, gjornâl tal web, publicât ai 8 di Zenâr dal 2015, cul titul: Il libri di une furlane burît fûr a New York. Lis poesiis di Lucia Gazzino, par talian e par inglês, presentadis a Udin li dal laboratori di mosaic di Giulio Menossi. O ài scrit, par talian, simpri sul libri Alter mundus de Lucia Gazzino, ancje su www. infofvg.it, baste clicà culì, par lei la recension artistiche cul titul: Alter mundus, poesie di Lucia Gazzino, tradotte a New York.  Ducj i doi articui a son stâts doprâts par cheste recension tal mê blog.

Mi plasin une vore i scritôrs che a fevelin ben dai autôrs in marilenghe. Mi plasin chei che a declarin cuant che al sei biel scrivi in dialet. Jo lu dîs, biel savint che il furlan e je une lenghe. Lu à dimostrât un studiôs di lenghistiche dai secui passâts. Si trate di Graziadio Isaia Ascoli, che al à fat, tal 1873, i Saggi ladini, publicâts dentri dal «Archivio Glottologico Italiano». Pol stai che, stant che il saç al à 556 pagjinis, cualchidun nol rive a leilu fin insom… Dut câs aromai dal 1999 la lenghe furlane, cu la leç n. 482, e à vût un ricognossiment juridic dal stât talian, ma no ducj lu san.
Mi plasin chei recensôrs che a misclicin dialet e lenghe, cun dute une confusion sientifiche, parcè che cussì a pandin il segn de lôr sinceritât su la part estetiche de poesie. Lenghe o dialet no impuarte: i plâs ce che al è scrit par furlan. Il gust di lei par furlan al è plui impuartant dal dibatit steril – tantis voltis – tra lenghe e dialet.
Clâr che l’autôr, o le autore, al à di jessi un di sest. Alore, discorin di Lucia Gazzino (Udin 1959), poete in marilenghe e tradutore di plui lenghis: inglês, inglês american, sloven, talian e furlan. Tant par fâle curte, us disarai che jê e à contribuît cu lis sôs traduzions par inglês a fâ congnossi Pier Paolo Pasolini in Americhe dal Nord. E à voltât une selezion de La nuova gioventù di Pasolini che e je deventade: The  New Youth, by Pier Paolo Pasolini, CC Marimbo, Berkeley (California USA), 2005. Dopo e à voltât simpri par inglês american: In Danger: a Pasolini Anthology, rincurade dal poete laureât Jack Hirschman, publicade de City Lights di Lawrence, Ferlinghetti, tal 2009.
Dal 1988 Lucia Gazzino e à burît fûr cinc libris di poesiis, par talian, par inglês american e in marilenghe. L’ultin al è Alter mundus chel voltât, tal 2013, par inglês american, pe traduzion di Michael Daley, Pleasure Boat Studio, A literary Press, Publisher,  New York, cu la introduzion dal poete laureât Jack Hirschman. Bisugne dî che Alter Mundus al è za saltât fûr tal 2004 cu la Lietocolle Editore di Parè, provincie di Como.
Propite intune recension dai libris di poesie di Lucia Gazzino, cul titul Babel e di Ida Vallerugo, cul titul Stanza di confine, tal gjornâl «Il Sole 24 Ore», dai 10 di Novembar dal 2013, il grant Franco Loi al à scrit par talian: “Non importa in che lingua si dice, ma ciò che si dice e come si dice”. Duncje la poesie e à di jessi dite, contade o cjantade. Al è pal chel che la Gazzino, dal 2002, si è butade ancje a fâ i reading, o sei lis leturis publichis des sôs poesiis, culì in Friûl, ma ancje tal rest de Italie, in Slovenie e vie pal mont, in Americhe e in Canada. Si visaiso di Pasolini, cul so “viers Pordenon e vie pal mont…”?    

Lucia Gazzino, dongje dai mosaics di Giulio Menossi
La poesie di Lucia Gazzino e je plene di musicalitât. In plui di cualchi sô toc si capìs che dentri dai viers e je une anime, un costrut, une fonde, un spirt. Cheste anime de poesie nus fâs capî indulà che al si cjate il cûr estetic dai siei scrits. Al è un cûr che al insiore dute la serie di viers.

Fin de sô prime racuelte, Fiori di papiro, dal 1988, dute par talian, la Gazzino nus à mostrât la passion sclete pe vite contadine e pe nature: la ploie, il vint, il nûl, i cjamps, i arbui, i salams, il formadi, la vidiele nassude di pôc sul stran bagnât dal part de vacje… Duncje e meteve in poesie la vite cuotidiane de periferie di Udin, cuant che ogni famee e veve la sô armente, che e jere tant che la economie de famee. E meteve in poesie lis tradizions de vite dal popul. Parfin il çoc cu la manarie e devente il fîl di un componiment dal titul significatîf: “Ricordi del passato”. Si fevele di poesie civîl, o nuie mancul, di poesie di gust etnografic.
La lenghe furlane e ven doprade di jê tal 2002 cu la ricuelte La casa delle carte / La cjase des cjartis. Culì e si mostre la prime poesie plurilengâl dai siei lavôrs (talian, furlan e inglês). Dentri dal poemut Pari o pai, si puedin viodi i viers: “Compra, comprami! / E no ài comprât / fierce soul / on a fierc land…”. Un voli tal passât e l’altri voli vie pal mont.
E je cun Babel. Oms, feminis e cantonîrs, opare del 2012, che la Gazzino e bute il so cuarp inte bataie – cemût che al scriveve Pasolini – par vie che la sielte lenghistiche e devente une sielte di part. Dut il libri al è bilengâl: talian / furlan. E al è chel che al met adun la Gazzino istesse cui altris poetis dal Friûl, di stamp pasolinian, oms o feminis che a sedin.

Alter mundus al è un lavôr poetic di alt valôr civîl e di une fuarte potence di leture interiôr. Culì la vite di ogni dì, il fat sociâl chel politic a deventin bielece estetiche. Ciertis robis garbis e mûts sclets di viodi la realtât la metin dongje di un altri poete furlan cu la peraule che ti taie e cul cûr grandonon, che al è Leonardo Zannier: cheste e je la mê opinion.
Cheste racuelte e je plene di passion poetiche – cemût che al à scrit Samuel Taylor Coleridge, tal 1817 – cuntune fuarce che ti slambre i materiâi, tant che lis imagjinis, i pinsîrs, lis struturis sintatichis, di ritmiche e di metriche, par rivâ a un lengaç autonom, chel poetic, juste apont.   


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versione italiana

Alter mundus, di Lucia Gazzino, poetessa friulana sulle tracce di Pasolini

Udine. Non è più una cosa strana il fatto di presentare libri in un laboratorio di mosaico. È ciò che fa il maestro Giulio Menossi da dieci anni. Il 29 dicembre 2014 ha presentato l’ultimo libro di poesie di Lucia Gazzino a Udine in via Zoletti, in mezzo ai suoi mosaici. La premessa alla poetessa è stata curata dallo scrivente. Ho parlato, sul piano estetico, dell’edizione americana di Alter mundus. Questa è la prima volta in Italia che si mostra il libro che la Gazzino ha scritto in italiano nel 2004 e il professore Michael Daley ha tradotto in inglese americano nel 2013, per una casa editrice di New York.
Per chi è interessato si può vedere l’articolo in friulano che ho scritto, con uno pseudonimo, su Il Diari, giornale nel web, pubblicato il 2 di gennaio 2015, col titolo: Il libri di une furlane burît fûr a New York. Lis poesiis di Lucia Gazzino, par talian e par inglês, presentadis a Udin li dal laboratori di mosaic di Giulio Menossi. Ho scritto, in italiano, sempre sul libro Alter mundus della Lucia Gazzino, anche su www. infofvg.it, basta clicare qui, per leggere la recensione artistica col titolo: Alter mundus, poesie di Lucia Gazzino, tradotte a New York.  Ambedue gli articoli sono stati qui ripresi ed ampliati per quest’altra recensione sul mio blog.

Mi piacciono molto gli scrittori che dicono bene degli autori in friulano. Mi piacciono quelli che sostengono quanto sia bello scrivere in dialetto. Io lo dico, ben sapendo che il friulano è una lingua. Lo ha dimostrato uno studioso di linguistica dei secoli passati. Si tratta di Graziadio Isaia Ascoli, che nel 1873, diede alle stampe i Saggi ladini, pubblicati in «Archivio Glottologico Italiano». Può succedere che, siccome tale saggio è di 556 pagine, qualcuno non riesca a leggerselo tutto… In ogni caso ormai dal 1999 la lingua friulana, con la legge n. 482, ha avuto un riconoscimento giuridico dallo stato italiano, ma non tutti lo sanno.
Mi piacciono quei recensori che mescolano i concetti di dialetto e lingua, con grande confusione scientifica, perchè così diffondono il segno della loro sincerità su la parte estetica della poesia. Lingua o dialetto non importa: questo è il nodo della questione. A loro piace ciò che è scritto in friulano. Il gusto di leggere in friulano è più importante del dibattito sterile – tante volte impostato in maniera sgangherata – tra lingua e dialetto.
È chiaro che l’autore, o l’autrice, deve essere di buon livello. Allora, discorriamo di Lucia Gazzino (Udine 1959), poetessa in madrelingua e traduttrice plurilinguistica: inglese, inglese americano, sloveno, italiano e friulano. Tanto per farla corta, vi dirò che ella ha contribuito con le sue traduzioni in inglese americano a far conoscere Pier Paolo Pasolini in America del Nord. Ha tradotto una selezione de La nuova gioventù di Pasolini che e è diventata: The  New Youth, by Pier Paolo Pasolini, CC Marimbo, Berkeley (California USA), 2005. Dopo ha tradotto sempre in inglese americano: In danger: a Pasolini Anthology, a cura del poeta laureato Jack Hirschman, pubblicata da City Lights di Lawrence, Ferlinghetti, 2009.
Dal 1988 Lucia Gazzino ha prodotto cinque libri di poesie, in lingua italiana, inglese americana e in friulano. L’ultimo, del 2013, è Alter mundus in italiano e inglese americano, con la traduzione di Michael Daley, Pleasure Boat Studio, A Literary Press Publisher,  New York, con l’introduzione del poeta Jack Hirschman. Bisogna dire che Alter Mundus era uscito già nel 2004 con Lietocolle Editore di Parè, provincia di Como.
Proprio in una recensione dei libri di poesia di Lucia Gazzino, col titolo Babel e di Ida Vallerugo, col titolo Stanza di confine, nel giornale «Il Sole 24 Ore», del 10 di novembre 2013, il grande Franco Loi ha scritto: “Non importa in che lingua si dice, ma ciò che si dice e come si dice”. Dunque la poesia va detta, raccontata o cantata. Per questo motivo la Gazzino, dal 2002, si è messa a fare i reading, ossia le letture pubbliche delle sue poesie, qui in Friuli, ma anche nel resto d’Italia, in Slovenia e per le vie pel mondo, in America e in Canada. Ricordate Pasolini, col suo “viers Pordenon e vie pal mont…”.     
La poesia di Lucia Gazzino è piena di musicalità. In più di qualche sua parte si capisce che dentro i versi c’è un’anima, un costrutto, una fondamenta, uno spirito. Questa anima della poesia ci fa capire dove si trova il cuore estetico dei suoi scritti. È un cuore che arricchisce tutta la serie dei versi.

Fin dalla sua prima raccolta, Fiori di papiro, del 1988, tutta in italiano, la Gazzino ci ha mostrato la schietta passione per la vita contadina e per la natura: la pioggia, il vento, la nuvola, i campi, gli alberi, i salami, il formaggio, la vitella appena nata sullo strame bagnato dal parto della vacca… Dunque metteva in poesia la vita quotidiana della periferia di Udine, quando ogni famiglia aveva la sua bovina, che era come un’economia della famiglia. Metteva in poesia le tradizioni popolari. Perfino il ceppo con la scure diventa il filo conduttore di un componimento dal titolo significativo: “Ricordi del passato”. Si parla di poesia civile, o addirittura, di poesie di gusto etnografico.
La lingua friulana viene utilizzata da lei nel 2002 con la raccolta La casa delle carte / La cjase des cjartis. Qui si mostra la prima poesia plurilingue dei suoi lavori (italiano, friulano e inglese). Nel poemetto Pari o pai, si possono vedere i versi: “Compra, comprami! / E no ài comprât / fierce soul / on a fierc land…”. Un occhio al passato e l’altro pel mondo.
È con Babel. Oms, feminis e cantonîrs, opera del 2012, che la Gazzino getta il suo copro nella lotta – come scriveva Pasolini – per il fatto che la scelta linguistica diventa una scelta di campo. Tutto il libro è bilingue: italiano / friulano. È ciò che accomuna la Gazzino stessa con altri poeti del Friuli, di stampo pasoliniano, maschi o femmine che siano.

 Giulio Menossi, al centro, nel suo laboratorio a Udine, durante la presentazione di Alter mundus


Alter mundus è un lavoro poetico di alto valore civile e di una forte potenza di lettura interiore. Qui la quotidianità della vita, il fatto sociale e quello politico si fanno bellezza estetica. Alcune crudezze e osservazioni della realtà la avvicinano ad un altro poeta friulano dalla parola tagliente e dal cuore grande che è Leonardo Zannier, a mio modesto parere. Alter mundus è una raccolta piena di passione poetica – come ha scritto Samuel Taylor Coleridge, nel 1817 – con una forza che deforma i materiali, come le immagini, i pensieri, le strutture sintattiche, di ritmica e di metrica, per giungere ad un linguaggio autonomo, quello poetico, appunto.   

Rassegna stampa:

Una recensione in Lingua friulana su "Sot la Nape",1, 2015, p. 60 - Rivista della Società Filologica Friulana