mercoledì 25 novembre 2015

Osti bresciani a Udine nell’Ottocento

Ci sono dei legami tra Brescia e Udine nelle imprese del settore enogastronomico. Nel 1866 Udine con gran parte del Friuli passa dall’Austria sotto il Regno d’Italia. Gorizia resta asburgica fino al 1918.
Nel 1874 l’oste Delfino Achille Anderloni si trasferisce a Udine da Rezzato, in provincia di Brescia. Nato a Cajonvico nel 1842, morì a Udine nel 1912. Era detto il nipote di Boccalin, in quanto nipote di Angelo Anderloni (1763-1836) di Cajonvico, oste pure lui e soprannominato appunto “Boccalin”, visto il mestiere che faceva.

Mediante gli studi di Giovanni Battista Della Porta sulle Antiche case di Udine, è possibile tracciare la mappa di espansione delle osterie di tale straordinaria famiglia di origine bresciana. Nel 1876 Delfino, “il nipote di Boccalin” gestisce l’osteria “Al Vecchio Magazzino”, sita nell’odierna Via Rialto, all’angolo con Via delle Erbe, dove oggi funziona un avviato bar caffetteria. Agli inizi del ‘900 trasferisce l’attività commerciale, cui collabora pure la sorella Orsola, nata a Cajonvico il 2 gennaio 1853, in Via Aquileia (l’osteria, dove oggi c’è “Al Collio”, da poco restaurata) e in Viale Palmanova 62-64 (il magazzino) in un vasto appezzamento agricolo chiamato Fossalon. Nel 1928 in Via Rialto 5 un altro Achille Anderloni gestisce guarda caso un’osteria.
Udine, agli inizi del ‘900, conta 43 mila abitanti. Gli osti costituiscono il ramo commerciale più affollato, essendo 123. C’era un oste ogni 350 udinesi, poppanti inclusi!
Nel 1876 nel suburbio di Aquileia, dove oggi c’è l’osteria “Ai Vecchi Parrocchiani”, funziona “Al Magazzino Bresciano”, per la gestione di Domenico Anderloni, fratello del nostro Delfino Achille. Nel 1929 cambia nome e gestione, divenendo “Al Nuovo Magazzino”. In borgo Poscolle, dove oggi c’è “Al Lepre” nel Novecento Lucia Anderloni gestisce “Al Magazzino”, che nel 1883 era proprietà di Francesco Anderloni, figlio di Boccalin e zio di Delfino Achille.
Con tutti questi “Magazzini” c’è da restare storditi. A circondare la città di Udine con altre osterie della catena commerciale familiare degli osti bresciani in borgo Pracchiuso c’è Giovanni Anderloni, un altro fratello di Delfino. Dal 1883 e fin dopo il 1910 egli gestisce l’osteria “Al Trombone”, ancor oggi attiva, pur se riorganizzata in pizzeria. Secondo voi chi può gestire, nel 1876, in borgo Gemona, un “Magazzino di vini all’ingrosso” e dal 1873 l’osteria “Ai Due Lombardi”? Naturalmente un altro degli Anderloni; precisamente si tratta di Napoleone Anderloni, cugino dei fratelli menzionati, attivo fino al 1928.
Dall’Annuario friulano, pubblicato nel 1895 si sa che un altro cugino, Giovanni Anderloni, fu Vincenzo, è oste sia a Palmanova, sia a Udine, in borgo Grazzano, dove gestisce l’osteria “Al Portone”, funzionante ancor oggi con altra denominazione in Via Cesare Battisti, presso Piazza XX Settembre 1866, dedicata all’entrata delle truppe italiane in città. Nel 1929 l’osteria “Al Portone” è gestita da Vincenzo Anderloni. Da ultimo si sa che un’altra ostessa, tale Flaminia Anderloni, gestisce nel 1910 un esercizio a Palmanova.

Udine nel 1860

Bibliografia
- L. Burello, Osterie dentro le mura in Udine tra il Quattrocento e i nostri giorni, Monfalcone (GO), Edizioni della Laguna, 1998.
- E. Varutti, Anelli-Monti e Anderloni, Udine, Ribis, 1994.