venerdì 24 aprile 2015

Aldo Ghirardello artista a Udine

In una location assai intrigante ed inusuale mercoledì 22 aprile è stata inaugurata alle 17,30 a Udine con un folto pubblico, per lo più di specialisti, la mostra «Percorsi di ricerca 1990-2015» di Aldo Ghirardello

Aldo Ghirardello mentre spiega al pubblico una delle due opere all'aperto: Altarino in blu, tecnica mista su pannello in legno, cm 80 x 100, 1993. Sottoportico di Palazzo Caiselli, Udine.

L’esposizione dell’artista, udinese di adozione – è docente all’Istituto Statale d’Arte “Sello” di Udine –, ritorna sui passi della sua carriera. Si va dalla pittura (matite, olio, acquerello, tempera, tecniche miste) fino alle performance. Il tutto non in un museo, non in una galleria d’arte, bensì tra gli spazi dell’Università di Udine restaurati da alcuni anni. Si tratta di un palazzo di una famiglia nobiliare del Friuli, in vicolo Florio 2.
Originale proprio originale l’area espositiva, dato che la mostra ha luogo secondo una serie di stazioni, secondo una serie di varie contaminazioni – mi viene in mente la total contamination di Pier Paolo Pasolini, con i dovuti distinguo. Siamo a palazzo Caiselli, nell’ambito del programma di esposizioni che il Dipartimento di storia e tutela dei beni culturali dell’ateneo friulano dedica agli artisti che operano nel territorio. Idea senza dubbi vincente. Tra l’altro è una buona occasione per il pubblico udinese e friulano di vedersi le varie stanze del palazzo, che non sono trascurabili.

Aldo Ghirardello, Altarino, tecnica mista su porta in legno, cm 40 x 170, 1994. Corte di Palazzo Caiselli, Udine 

Video del collettivo "La Badini"

Ghirardello, nato a Vicenza nel 1963, si è laureato al Dams di Bologna in Psicologia delle arti. Collabora col gruppo artistico "La Badini". Rappresenta l’ala più effervescente dell’arte contemporanea friulana. Dopo gli esordi negli anni ’80, con esposizioni nella ‘Casa del Mantegna’ a Mantova, all'Arte Fiera di Bologna, alla galleria ‘Diecipuntodue Arte’ di Milano, alla ‘Romberg’ di Latina e al Trevi Flash Art Museum a Palazzo Lucarini, nei decenni seguenti l’artista ha affrontato i temi caldi a lui più congeniali. Allora si va dalla durezza e dall’evanescenza della vita, fino all’esasperazione della quotidianità, mostrando i corpi, i volti e i ritratti, finché sta nel campo figurativo, mediante un’interpretazione del tutto particolare, surreale, ironica. Talvolta affronta il settore astratto, lasciando le parti “non finite”, per suggerire all’osservatore chissà quale messaggio. Forse disagio? Sicuramente ansia. È quasi un “Balthus locale” (oserei dire un “Balthus padano”, tanto per individuare rilassanti identità fluviali…) negli interni di famiglia, che offrono uno struggente quadretto di vita familiare dei decenni passati.

Aldo Ghiradello, Questione di geni, installazione con pupazzi di pezza, 2009. Palazzo Caiselli, Udine, piano terra.

Pino Roveredo di lui ha scritto che trattasi di un pittore “che trattiene gli istanti di una vita già avvenuta”. Il riferimento è appunto alle tracce iconiche degli album di famiglia per trasferire in pittura attenta, quasi rinascimentale, la memoria  individuale e quella collettiva. Si possono riconoscere in certi quadri di Ghirardello le prime fotografie domestiche pure dei nostri ricordi o dei nostri cari. Sono immagini da tardo boom economico o da prime crisi politiche degli anni Sessanta dello scorso secolo. Lo scavo psicologico è lì che si getta nella mischia. Attenzione a non rimanervi coinvolti. Guardate, ammirate e pensate alle vostre situazioni con un pensiero positivo. Così l’arte può servire anche da terapia.
La rassegna sarà visitabile fino al 15 maggio 2015, da lunedì a venerdì, dalle 8 alle 18.30. Vedi info su:  qui.uniud.it e-magazine dell'Università degli Studi di Udine.


Aldo Ghirardello, Rifigurazioni. Pinocchio, tecnica mista su pannello di poliestere, cm 60 x 120, 2014. Palazzo Caiselli, Udine, piani superiori.
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Ora impiego qualche parola sul luogo dell’esposizione: il palazzo Caiselli, dal sito dell’università.
Al Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali (DIBE) appartengono docenti e ricercatori di varie discipline, che si possono raggruppare in quattro settori principali: area storico artistica, area archeologica, area archivistico libraria, area storica e filologica. Dal 2008 il Dipartimento ha la sua sede in Palazzo Caiselli. I conti Caiselli, alla metà del XVII secolo, acquistarono alcuni edifici in "Borgo San Cristoful", con l'intento di accorparli per realizzare un unico grande palazzo. Nel 1658 già erano iniziati alcuni lavori di trasformazione, ma dovette passare quasi un secolo e mezzo prima che l'opera potesse dirsi conclusa. Solo all'inizio dell'Ottocento, infatti, la fabbrica assunse il suo aspetto attuale, grazie alla realizzazione della facciata neoclassica progettata dall'architetto francese Jean Le Terrier de Manetot. I Caiselli, colti mecenati, fecero decorare molte sale del palazzo da abili artisti, fra cui spicca il nome di Giambattista Tiepolo (che realizzò il dipinto La Virtù e la Nobiltà trionfano sull'ignoranza, 1740, oggi ai Musei Civici di Udine).
A tali vicende ha fatto seguito un periodo di degrado e di manomissioni, che si è protratto quasi per l'intero Novecento.

Divenuto proprietà dell'Università degli Studi di Udine, il palazzo, fra il 2001 e il 2004, è stato finalmente oggetto di un complesso restauro, grazie al quale sono state recuperate significative testimonianze architettoniche e decorative e sono stati eseguiti gli interventi necessari per destinarlo a sede del Dipartimento di Storia e Tutela dei Beni Culturali.

L'ultima stazione della mostra «Percorsi di ricerca 1990-2015» di Aldo Ghirardello. Titolo: Rifigurazioni. Il suo mondo, tecnica mista su pannello in poliestere, cm 60 x 120, 2009. Palazzo Caiselli, Udine. Foto di Elio Varutti, fin qui...

Un ritrattone, come l'ha chiamato l'autore. Fotografia di Ale Loni. Palazzo Caiselli, Udine, pianerottolo scale.


Aldo Ghirardello in un bello scatto di Ale Loni. Udine, corte di Palazzo Caiselli, 22 aprile 2015 ore 17,30.